Spesso ci sono degli utenti che mi scrivono chiedendomi “secondo te quanto posso guadagnare se apro un sito dove parlo di…” e restano davvero “sbigottiti” nel sentirsi dire che fare un piano di quanto possa guadagnare un sito prima ancora che sia online è praticamente impossibile.
Proprio per questo motivo oggi voglio parlare di uno dei problemi che affligge molte persone che lavorano online, ovvero l’incertezza sui guadagni che ha il mondo dell’editoria online.
La principale differenza che si ha fra l’editoria cartacea (giornali e riviste) e l’editoria online è sotto gli occhi di tutti: per conoscere le notizie di un giornale o di un settimanale ho bisogno di acquistare il giornale o il settimanale e dunque pagare (oltre la pubblicità che vedrò all’interno del giornale o della rivista), mentre su internet posso accedere ai contenuti senza spendere un solo euro.
Il problema di un editore online è che deve sottostare ad un insieme di regole e di schemi che limitano davvero le possibilità di avere degli introiti che siano più o meno stabili: non che le entrate di un sito internet non si stabilizzino (anzi spesso si riescono ad evere delle entrate medie più o meno stabili), ma spesso capita che da un anno all’altro i risultati cambino, in meglio o in peggio.
E questo è dovuto principalmente al modo di gestire il proprio sito o il proprio “quotidiano” online: inserire banner o meno, vendere pubblicità diretta, utilizzare più network per guadagnare è qualcosa di cui parlo spesso, ma pochi la mettono in pratica e come sempre ciò che funziona meglio è la regola dell’ 80 – 20: ovvero l’80% dei guadagni di un sito è fatta dal 20% degli annunci presenti all’interno di un sito internet, ma non finisce qui.
Assai spesso il successo o l’insuccesso di un sito internet è dato da un solo “capo” che controlla e gestisce al meglio il web per offrire il meglio alle persone: google.
Da un lato serve a molti editori google per arrivare in prima pagina del motore di ricerca e dunque essere visitato da tantissime persone, dall’altro google fornisce adsense che permette a molti editori (e molti sono ancora pienamente convinti che google sia l’unico metodo possibile per lavorare in maniera professionale online) di avere degli introiti non indifferenti.
Per fortuna che c’è chi sperimenta dei metodi alternativi ai banner, alla pubblicità contestuale e alle affiliazioni, basti pensare al così poco amato magnate delle televisioni Murdoch che sta pensando di pubblicare un giornale online a pagamento.
Sebbene questa “uscita” o “trovata” faccia stizzire molte persone (sopratutto chi ama il web per la sua gratuità), lasciar sperimentare a chi può farlo quale sarà il futuro dell’editoria online ci consentirà di capire verso quali strade dovremo puntare in futuro e quale sarà il metodo migliore per gestire una attività online e monetizzarla nel migliore dei modi, magari proprio avendo delle entrate “garantite”: se pensiamo ad esempio di raggiungere i 1000 lettori/visitatori fissi, e questi pagassero 1 solo euro al mese per leggere tutti i nostri articoli del mese, potremo tranquillamente guadagnare 1000 euro al mese offrendo il massimo ai nostri lettori… niente male, sopratutto considerato che la spesa è davvero minima (altro che “un caffè al giorno, un solo euro al mese è spendibilissimo per accedere a contenuti utili e completi!).
E tu cosa ne pensi di tutto questo? Quanto è incerta l’editoria online?






