Alla scoperta della Link Building: si può fare o mi penalizza?

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Alla scoperta della Link Building: si può fare o mi penalizza? Quando si parla di link building spesso si parla anche di penalizzazioni. C’è chi dice “scrivi contenuti di qualità e i link arriveranno da soli”, è ancora così? Qual è la verità sulla link building? Cerchiamo di fare il punto della situazione su un argomento molto spinoso.

Quando si parla di SEO, o di ottimizzazione per i motori di ricerca, il termine link building viene spesso associato a “tecniche black hat” e “penalizzazioni sicure”. In realtà, la “link building”, o meglio l’arte della link building, è una materia che va studiata, sperimentata (su progetti proprietari e non direttamente sui clienti) e migliorata continuamente. E non è il male assoluto.

Su Monetizzando.com ho già creato un articolo in cui spiegavo quali sono “le fondamenta della SEO” ed un interessantissimo articolo su Come sfruttare l’internal linking per migliorare il ranking del proprio sito internet (per chi usa WordPress consiglio di leggere anche l’articolo dedicato al “corretto utilizzo dei tag di wordpress“), fatte queste premesse cerchiamo di parlare di Link building, ovvero della costruzione di una solida identità in rete.

Cosa è la link building

La link building è una delle operazioni di cui si occupa un SEO, viene utilizzata per incrementare il numero di link in ingresso verso un sito internet. Si fa link building per aumentare l’autorità di un dominio e dei suoi contenuti, migliorando così il posizionamento all’interno dei motori di ricerca.

Fondamentalmente Google originariamente valutava ogni sito internet proprio in base al numero di link ricevuti (risorse che citavano un determinato sito internet), partendo dal concetto che se un sito internet che parla di … viene citato da numerosi siti internet affini e da testate giornalistiche sicuramente ha un gran valore ed una grande autorità sull’argomento. Negli anni chiaramente il motore di ricerca si è evoluto ed ha migliorato il modo di organizzare i risultati delle pagine di ricerca (SERP), valutando numerosi altri fattori oltre al semplice “numero di link ricevuti da un sito internet”.

Scrivi contenuti di qualità, i link arriveranno (mi dicevano)…

A questo punto probabilmente ti sarai sentito dire, o avrai letto in giro che fare link building è il male più assoluto, metti a rischio il tuo nome, il tuo sito, il tuo posizionamento, e ti avranno anche detto che se scrivi contenuti di qualità i link arriveranno.

La verità è che ricevere link è molto complicato, specialmente in Italia, dove anche se copiano un tuo articolo, non si fanno scrupoli e non si preoccupano di “citare la fonte”. Ecco perchè è importante fare link building.

Riassumendo, dunque, è molto difficile ricevere link spontanei, specialmente se non sei già affermato nel tuo settore e non sei conosciuto sul web. Ecco perchè è molto importante fare link building! Se poi pensi che anche le persone più affermate del settore in qualche modo “fanno link building” (magari perchè vengono invitate per guest post/interviste, oppure perchè partecipano come relatori ad eventi di settore) ti renderai presto conto del perchè è importante creare una strategia per l’acquisizione dei link verso il tuo sito internet.

Link building = Spam? Sì, se non sai come si fa la link building

Ok, allora i link fanno bene. Prendo il mio sito internet e comincio ad inserirlo in directory, siti di article marketing (dove pubblico contenuti di scarsa qualità), poi lascio un pò di commenti sparsi (chiaramente commenti in stile “Ottimo articolo” – “Anche io la penso così” – …), linko sempre la homepage del mio sito internet sfruttando un “set di parole chiave prestabilito” e aspetto di vedere i risultati del mio lavoro.

Il risultato sarà una penalizzazione. Questo non è il modo corretto di fare link building, ed ecco perchè la link building viene associata allo Spam. A proposito, fra le tecniche “black hat” di link building ci sono anche:

  • Inserire link nel footer
  • Inserire link nascosti
  • Inserire link “invisibili” (dello stesso colore dello sfondo della pagina ad eempio, link con colore bianco)
  • Comment spam tramite bot
  • Acquisto di link “al kg” (tramite siti internet che offrono questi servizi)
  • Creazione di schemi di link, scambio link, piramidi o siti creati solo per fare link building
  • Acquistare link testuali a pagamento

Link building White hat: Si può fare!

Se la tua strategia punta a creare contenuti di valore e qualità, rispondere ad una domanda di un utente che non ha ancora una risposta completa in rete, offrire un valore aggiunto, creare un piano editoriale per il tuo sito internet e migliorare la visibilità del tuo sito internet, una buona strategia di link building ti permetterà di raggiungere i tuoi obiettivi.

Prima di cominciare a fare link building sarebbe bene ad esempio fare una analisi dei competitor: come si stanno comportando? Quanti sono i link in ingresso dei nostri competitor? Qual è la media fra menzioni del brand, citazioni del brand e link al sito internet? I link che riceve il mio competitor con quali ancore vengono inseriti? Quali variabili?

A proposito, è molto importante capire anche come si muovono all’interno dei social i nostri competitor: partecipano a gruppi? In che modo? hanno delle pagine? Sono seguiti?

Impariamo ad equilibrare i valori e trovare uno “standard” per il nostro settore di riferimento e, una volta ottenuti questi dati, cominciamo a costruire la nostra “base di link”.

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Link building negativa o link building positiva?

Ho pensato di creare un elenco puntato con le due tipologie di link building possibili: quella che “fa male al tuo sito internet” e quella “che fa bene”:

  • Acquistare molti link in breve tempo // Ricevere link da siti di qualità con una certa costanza nel tempo
  • Inserire link su siti non in target rispetto al tuo sito internet // Inserire link solo su siti in target
  • Inserimento massivo in directory // Inserimento in directory selezionate di qualità
  • Ricevere link con un set prestabilito di parole chiave // Variare l’anchor text rendendolo “naturale”
  • Copiare contenuti e fare social bookmarking // Creare contenuti di qualità e coinvolgere gli utenti
  • Fare scambio link // Proporre l’inserimento di un link di qualità verso il tuo sito
Link earning
Link earning

Benvenuta Link earning?

Approfitto di questo articolo anche per una considerazione personale. Un tempo si chiamava link building. Poi è stato detto che “fare link building era contro il regolamento di Google e portava a penalizzazioni”. Ed il mondo della SEO si è arrovellato sul trovare una soluzione valida per risolvere questo problema. Qual è stata la soluzione? Cambiare il nome alla link building, chiamandola “link earning”.

Sviluppare contenuti creativi che permettono di ottenere link, ovvero fare link baiting, o acquistare contenuti tramite la redazione o la proposta di scrittura di contenuti all’interno di blog, altro non è che fare link building.

Guida rapida alla compravendita di link su siti e blog

Ancora un argomento è da annoverare nel tema della link building, ovvero il tema della compravendita di link, ovvero dell’acquisto di post, guest post, o, fondamentalmente articoli con link che riportano ad un sito internet che vogliamo far crescere in termini di link ingresso e reputazione.

E’ possibile farla? E’ dannosa? Ancora una volta la risposta non può e non deve essere univoca: la compravendita di link su siti e blog può essere positiva se fatta in maniera intelligente e strutturata, decisamente dannosa se si acquistano link da siti che hanno ad esempio prevalentemente articoli con link a siti esterni o da siti di bassa qualità, con contenuti generalisti, copiati o di scarso valore.

Un esempio pratico chiarirà meglio il concetto:

Antonio decide di comprare per il suo sito “a casa di giardinaggio” un articolo con link sul sito dedicato alle piante “di tutta l’erba un fascio”: l’articolo che pubblicherà Antonio riguarderà l’argomento “come potare il bosso dandogli le forme degli animali”, fornendo dunque un articolo di qualità e dal contenuto originale. All’interno dell’articolo, o alla fine, scrive che all’interno di “a casa di giardinaggio” sono presenti tanti consigli utili su come potare le piante e non solo. Pensi che questo link sia di qualità o che sia di scarsa importanza/rilevanza per Google?

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Giovanni invece ha un sito che si chiama “ti vendo l’iphone 6”, contatta il proprietario del sito “la tecnologia a casa mia” (sito internet che ha solamente articoli con prodotti in affiliazione e/o articoli venduti con link a vari siti di offerte e promozioni) ed acquista un articolo con link. L’articolo pubblicato si intitola “iphone 6 al prezzo più basso” e il contenuto dell’articolo è una scheda tecnica dell’iPhone 6. All’interno del testo si ripete più volte la frase “offerte iphone 6” e “dove comprare iphone 6 al prezzo più basso”, nell’articolo inserisce 3 o 4 link con anchor text “compra iphone 6”, “offerta iphone 6”, “iphone 6 prezzo più basso”. Quanta qualità ha questo articolo secondo te? Cosa ne può pensare Google?

Imparare ad acquistare (e vendere link): è importante dunque saper selezionare i siti dove acquistare i link e gli articoli, creare contenuti di valore e di qualità e mixare sapientemente la tipologia di contenuti acquistati (ricorda che anche le citazioni e le co occorrenze sono importanti). Su questo argomento si potrebbe scrivere molto, ma mi sembrava quantomeno doveroso parlarne almeno nelle linee generali.

E tu cosa ne pensi? Vuoi aggiungere qualcosa? Dì la tua, lascia il tuo commento, oppure condividi quest’articolo sui social.

Ti consiglio di approfondire l’argomento leggendo SEO e link building: 5 consigli per evitare le penalizzazioni e l’articolo “la rilevanza dei link nella link building“.

Buon lavoro,

Valerio

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