Essere primi su Google: Link Building vs Contenuti

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Essere primi su Google: Link Building vs Contenuti – Ho il piacere di ospitare su Monetizzando.com® il guest post di un amico, Simone Durante, che ha deciso di raccontare il suo punto di vista sulla link building, sulla SEO e sui Contenuti su Monetizzando. Buona lettura.

Ancora oggi, molte PMI credono che la SEO sia una passeggiata e che si riduca fondamentalmente nel creare contenuti ottimizzati (keyword qua e la :D) e di alta qualità, non pensando minimamente all’essenza della SEO, e cioè i fattori tecnici On-site e Off-site.

Molto spesso si chiama un SEO Copywriter, per l’ottimizzazione dei testi, per poi sedersi ad aspettare che il traffico arrivi da solo. Purtroppo ottimizzare i testi è solo una piccola parte della SEO, che di base necessità di conoscenze tecniche per rendere più appetibile il sito ai motori di ricerca tramite azioni di ottimizzazione codice nella sua interezza (formattazione html dei testi, sitemap, robots ecc). Questa convinzione porta a sottostimare le risorse necessarie per una campagna SEO di successo.

Le credenze errate derivano spesso dalla lettura di casi studio online che raccontano di siti che hanno scalato le SERP (Search Engine Report Page) partendo da zero ed ora si ritrovano ad attirare centinaia di migliaia di visitatori verso il proprio sito con il minimo sforzo.

Le stesse credenze fuorvianti sono inculcate da alcuni SEO specialist che garantiscono che, creando contenuti di qualità, comincerete a scalare le pagine dei motori di ricerca in quanto Google ama i contenuti freschi, perciò più ce n’è, meglio è, e così via.

È certamente vero che, senza un buon contenuto persuasivo, ottimizzato SEO e, soprattutto, di qualità, si fa fatica ad aumentare la visibilità, ma il contenuto da solo non basta.
Molte persone, quando pensano alla SEO, immaginano un grafico con un andamento del traffico in crescita costante, ma la realtà, come stiamo per vedere, è molto più complessa.

La verità sulla SEO

La crescita del traffico organico è spesso imprevedibile, anche se si crea una strategia SEO completa On-site ed Off-site. Potreste ritrovarvi ad applicare le tecniche SEO per un bel po’ di tempo senza che nulla succeda, finché, improvvisamente, uno dei vostri contenuti comincia a fare da traino. Una volta che avete cominciato ad occupare un’alta posizione, si verificherà un effetto a catena per cui altre pagine otterranno visibilità.

Anche in un momento del genere, basta che una delle vostre pagine che attira più traffico scivoli, ad esempio, alla pagina 2 di Google, per ritrovarvi al punto di partenza.

Sicuramente molti di voi possono confermare quanto appena esposto; non a caso, persino alcune delle campagne SEO di maggior successo sono passate attraverso il meccanismo sopra descritto.

Quindi, contrariamente alle credenze popolari, un contenuto di qualità non è abbastanza per migliorare il posizionamento di un sito web sui risultati dei motori di ricerca.

Senza dubbio, la causa principale del fallimento di una campagna SEO è la convinzione che, semplicemente creando grandi contenuti, si otterranno dei risultati sorprendenti.

Non stiamo negando che i vostri contenuti debbano essere originali e di qualità, che dobbiate ragionare con le buyer persona e che dobbiate essere allineati alle keyword pertinenti al vostro business con cui volete posizionarvi.

È tutto vero, ma se non avete alle spalle anche una valida promozione, i vostri contenuti finiranno per accumulare polvere nelle posizioni inferiori dei risultati di ricerca di Google.

Nick Eubanks ha recentemente scritto un grande articolo intitolato “Content is Queen” (anziché “Content is King”) dove riporta un gran numero di esempi in cui grandi contenuti hanno miseramente fallito. Il motivo? Non c’è stata un’adeguata promozione.

Link Building: L’importanza dei backlink in una campagna SEO

Da una ricerca condotta da Pam Vaughan sul blog HubSpot (ecco il link) è risultato che il 46% di tutti i lead generati provengono dallo 0,5% dei blog post (solo 30 post su circa 6.000!). Considerando che la maggior parte dei lead proviene dalla ricerca organica, potete capire come ciò rinforzi il punto di vista espresso in questo articolo.

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Non preoccupatevi se questo succede anche con il vostro sito web. Indagate su cosa rende quello sparuto numero di post così popolari e vedete se è possibile riottimizzare i contenuti sotto-performanti sulla base di quanto scoperto.

Ma soprattutto, non limitatevi ad eliminare un contenuto che non ha le prestazioni sperate. Esistono molti modi per usare a proprio vantaggio o assegnare un nuovo ruolo a contenuti esistenti.

Ricordate la seguente massima: i backlink contano.

Un backlink è un collegamento che porta verso una o più pagine di un sito. I link esterni sono indispensabili per costruire la popolarità di un sito e sono un fattore rilevante per gli algoritmi dei motori di ricerca (vedi Page Rank).

I metodi più utilizzati per ricevere backlink sono:

  • condividere gli articoli sui social network, non per acquisire i link dai social (i link dai social non trasferiscono nessun tipo di ranking) ma per condividere ai tuoi potenziali utenti/clienti il tuo articolo, tentando di suggestionarli qualora dovessero scrivere a loro volta un’articolo sulla tematica che hai trattato, e beccarti una citazione con backlink, (proprio come ho fatto io in questo articolo con HubSpot;
  • partecipare a discussioni su temi in linea con il nostro sito, ci aiuterà a fare Personal Branding, e metterci in contatto con professionisti del settore che saranno poi più disponibili qualora volessimo creare per il loro sito un Guest Post in cambio di un backlink (dofollow) alla fonte…cioè noi;
  • scambiare Guest Post, interviste con altri professionisti di settore;
  • acquistare Pubbliredazionali su siti autorevoli,
  • segnalazione nelle directory (cosa che consiglio solo se si vuole infoltire un po’ il profilo di backlink)

Sempre secondo uno studio sulle performance dei contenuti di HubSpot, vi è una forte correlazione tra i contenuti che vantano le migliori prestazioni per le ricerche organiche e il numero di link esterni.

Anche per un sito così autorevole come HubSpot.com, è dunque necessaria un’attenta strategia basata sui backlink per garantire che i contenuti si posizionino bene sui motori di ricerca.

In questo articolo abbiamo enfatizzato l’importanza dell’attività SEO off-page volta alla costruzione e al mantenimento di link esterni verso un sito web.

La link building è una delle attività SEO più complesse ma anche più utili. Un buon SEO ha il dovere di illustrare e pianificare l’intera strategia, secondo le reali attività possibili On-site, senza però dimenticarsi del fattore più importante la LINK BUILDING e di conseguenza le attività Off-site.

Ovviamente per non compromettere il sito del cliente/progetto, la strategia di Link building dovrà essere seguita con estrema attenzione, utilizzando solo le tecniche ritenute White HAT e un SEO avrà il compito di trovare i siti più autorevoli, per inserire backlink che facciano crescere il nostro trust, ma soprattutto che rispecchino il vero concetto del web, comunicare in modo semplice con gli utenti fornendo collegamenti utili.

Certamente la qualità dei contenuti conta, questo è fuori discussione, ma da sola non è sufficiente a scalare le SERP se non è supportata da una valida attività di promozione.

È molto comune che una larga porzione del traffico complessivo derivante dalle ricerche organiche sia originato da una piccola percentuale di contenuti.

Spesso si dedica molto tempo e impegno nella creazione di contenuti indiscutibilmente di grande utilità e valore, classificabili come contenuti “linkabili”, per poi ritrovarsi con un pugno di backlink. Perché? Il motivo risiede nella mancanza di un’appropriata attività di promozione off-page.

Se pensate che i portali più autorevoli sul web non abbiano bisogno di link esterni, allora vi state sbagliando.

I backlink sono probabilmente il fattore più importante per il ranking per i termini di ricerca competitivi, e sono altrettanto rilevanti per i siti già affermati quanto per quelli appena sbarcati sul web.

Se davvero volete che la vostra campagna SEO sia di successo, focalizzate quanto più tempo possibile sulla promozione dei contenuti, e non fate supposizioni basate su credenze popolari prima ancora di aver effettivamente raccolto dati.
E voi cosa ne pensate?

Quali sono secondo voi le strategie più efficaci per essere primi su Google?

Il post è stato di vostro gradimento o avete un punto di vista totalmente diverso?

Vi invito a lasciare un commento qui sotto.

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Ultimo aggiornamento 2017-02-24 / Link di affiliazione / Immagini da Amazon Product Advertising API

Discussione4 commenti

  1. Stefano Bragagia

    Ciao Valerio, innanzitutto ti ringrazio per l’articolo.

    Una domanda: quali sono i modi più semplici, efficaci e gratuiti di fare linkbuilding? Il comment marketing funziona ancora?

  2. Ottimo articolo! Condivido pienamente ciò che hai scritto; infatti, è assolutamente necessario promuovere il proprio sito e non limitarsi alla semplice scrittura di contenuti validi.

  3. Ottimo articolo! La penso anche io nello stesso modo, “fare gruppo” è essenziale per raggiungere buoni risultati, sia nella vita che nel web. Riguardo la Seo, é un campo così vasto e ricco di variabili, che con i nuovi algoritmi basta veramente un link al momento giusto al posto giusto per cambiare la vita del proprio sito.
    Quindi insistere, mai demordere!

  4. Ciao Valerio, ti seguo da un pò e devo dire che i tuoi post sono sempre molto interessanti
    Purtroppo in rete si trovano ancora link (indicizzati anche bene) che parlano di metodi pseudo blackhat per fare link building ormai obsoleti.
    In generale credo che creare commenti a post, infografiche, guest post siano tutte attività utili purchè non si perda di vista la qualità del contenuto

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