Arriva da Tradedoubler una splendida notizia per chi lavora con le affiliazioni e con internet: probabilmente verranno pubblicati i Deny Rate delle campagne CPS!
Di cosa si tratta? Di uno dei problemi più grossi che hanno avuto, secondo il mio parere, le affiliazioni da quando si sono sviluppate nell’online advertising.
Di cosa si tratta?
Alcune campagne delle piattaforme di affiliazione adottano il sistema CPS, ovvero Cost per Sale: viene assegnata una commissione all’affiliato per ogni vendita generata.
Ma come è possibile verificare che la vendita sia andata a buon fine? Succede spesso che le vendite vengono poi annullate dai merchant per i motivi più disparati.Si suppone, si spera e si crede che i grossi merchant non facciano i furbetti, e possibilmente nemmeno tutti i piccoli merchant fanno i furbi in materia (non bisogna mai fare di tutta l’erba un fascio), ma esistono alcuni inserzionisti che hanno un deny rate molto alto.
Il deny rate è la percentuale di vendite annullate dall’inserzionista. Questo è un elemento utilissimo per tutti gli affiliati perchè consente di conoscere quale percentuale di vendite viene annullata dall’inserzionista e, conseguentemente, fare una valutazione sulla pubblicazione o meno della sua campagna all’interno dei nostri spazi.
Lo trovo uno strumento innovativo e fondamentale, che permetterà agli utenti di fare valutazioni più appropriate e dettagliate sull’inserimento di una determinata campagna, e che probabilmente funzionerà anche da “spauracchio” per gli “inserzionisti che pensano di poter fare i furbi…”
Perchè?
Semplice: se il deny rate di una campagna è superiore al 50% (porto un esempio, ogni riferimento a persone/aziende/fatti accaduti è puramente casuale), l’affiliato probabilmente non sarà molto propenso a promuovere quella determinata campagna. Questo porterà automaticamente meno traffico e soprattutto una diminuzione delle vendite all’inserzionista, che sarà conseguentemente scoraggiato dall’annullare le vendite in maniera arbitraria (è giusto annullare le vendite, ma non è giusto pensare di poter ad esempio approvare vendite con importi piccoli e annullare vendite con importi alti, anche se è statisticamente provato che spesso chi compra spendendo grandi cifre potrebbe poi annullare l’ordine).
Se tu hai qualche informazione aggiuntiva sul deny rate, o vuoi raccontare la tua esperienza con vendite “annullate” o “in attesa di approvazione” da “secoli”, ti ricordo ancora una volta che Monetizzando nasce come blog ma è un vero e proprio punto di incontro dove confrontarsi, aiutarsi, suggerirsi tutti insieme.
Se vuoi commentare/criticare o suggerire qualche argomento da trattare, o approfondire l’argomento, resto completamente a disposizione e ti invito anzi ad usare la pagina contatti o a lasciare un commento in fondo all’articolo, sarò molto felice di leggere ciò che avrai da dirmi e rispondere nel minor tempo possibile.
Buon blogging e buon guadagno online!

10 dicembre 2009 at 08:36
Ciao Valerio,
sono d’accordo con te che questa innovazione di Tradedoubler sia molto utile.
Prima le alternative erano:
- sperimentare sulla propria pelle (ad es. io ho quasi il 50% di deny rate, anche se in ppl, su un noto programma relativo ai mutui)
- consultare community online dove gli utenti condividino le proprie esperienze (ad es. forum come quelli di AlVerde o GT)
- cercare informazioni su internet
Ognuna di queste tecniche ha chiaramente degli “svantaggi” in termini di tempi o di costi.
Il fatto che sia lo stesso network a dare questa informazione è sicuramente positivo per tanti motivi: maggiore trasparenza, certezze del dato e, come hai fatto notare tu, una maggiore pressione verso gli inserzionisti che, al momento, possono fare (più o meno) quello che vogliono.
10 dicembre 2009 at 17:05
Ciao,
io ho collaborato assiduamente con TradeDoubler lo scorso anno per delle campagne ai fini di migliorare i ritorni, ma con un risultato scarsino.
Praticamente se un network ha tantissimo traffico, perfomano molto meglio le campagne a CPM o CPC di quelle a CPS (questo è stato il risultato), che cmq non ha impedito il procedere con tradedoubler per particolari settori come Apple (performa molto bene tramite tradedoubler).
Sono sempre molto tentato dall’utilizzare tradedobler in nuovi progetti, ma l’interfaccia un po troppo laboriosa (secondo me) mi porta sempre a posticipare la cosa.
Questa iniziativa di TradeDoubler è comunque una grande cosa e andrebbe di certo approfondita!