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Cosa è il Behavioral Targeting?

E’ ormai noto che se lavori online, se vuoi lavorare e guadagnare online, devi mantenerti aggiornato su tutte le novità che quotidianamente si avvicendano online, fra novità dei motori di ricerca e dell’indcizzazione e novità dei sistemi di guadagno e di inserimento degli annunci pubblicitari c’è veramente da studiare e aggiornarsi proprio di continuo.

Uno degli ultimi metodi di contestualizzazione degli annunci è il Behavioral Targeting, fino ad oggi semplicemente testato in beta ed oggi a tutti gli effetti attivo su più circuiti (da quello che mi dicono persone che sono fuori dal campo dell’advertising online, a quanto pare anche Google Adsense ha integrato il Behavioral…).

Cominciamo dalle basi: cosa è il behavioral targeting?

Un tempo la visualizzazione degli annunci di sistemi pay per click come Adsense era basata semplicemente sulla contestualizzazione della pubblicità: se tu parli di Forex (investimenti online) ti viene mostrata la pubblicità di prodotti legati al Forex, se tu parli di moda ti viene mostrata la pubblicità di prodotti legati al settore della moda e così via.

Il Behavioral va ben oltre: rispettando e garantendo la privacy degli utenti (e dunque di tutti gli internauti), tramite i cookies cerca di tracciare le visite e le informazioni che vengono ricercate dagli utenti, per poi mostrare pubblicità contestualizzata ai loro reali interessi.

Faccio un esempio pratico: un mio carissimo amico, con cui ieri parlavamo, mi chiedeva “mi sai dire come mai ultimamente vedo spesso la pubblicità di un sito dove ho acquistato un prodotto?” la vedo su tantissimi siti!

Ecco, questo è Behavioral Targeting: indipendentemente dal tema trattato dal sito, il sistema riesce a sapere quali sono gli ultimi siti visitati e quali quelli più interessanti per l’utente finale, e, di conseguenza, mostra la pubblicità di un sito presente nel circuito fra quelli che sono stati visitati o che hanno suscitato l’interesse della persona (o siti di concorrenti ovviamente).

Tutto questo a cosa porta?

Potenzialmente il Behavioral Targeting migliora di gran lunga i rendimenti degli annunci per i publisher, che avranno più probabiltà di ricevere dei click in quanto la pubblicità mostrata è molto pertinente e molto interessante per chi visita il sito internet.

Uno dei network che lavora con il Behavioral Targeting (oltre alle supposizioni da me fatte per quanto riguarda Google Adsense) è Simply, il network di Dada che continua giorno dopo giorno ad acquisire clienti ed editori.

E tu cosa ne pensi del Behavioral Targeting? Ne eri già a conoscenza? Lo trovi uno strumento interessante o una innovazione valida? Scrivi in un commento!

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