Partita IVA

Come Aprire Partita IVA e Lavorare Online? Guida Completa

Quanto costa aprire la Partita Iva? Come aprire la Partita IVA online? Come funziona il Regime Forfettario? In quest’articolo cercherò di riassumerti tutto ciò che dovresti sapere sulla Partita IVA: una vera e propria guida alla Partita IVA.

Quando si comincia a lavorare come freelance (a proposito ti consiglio di leggere Freelance: Quanto farsi pagare? Stabilire La tariffa oraria), o quando si comincia a lavorare online (se non l’hai ancora letto ti consiglio l’articolo Lavoro Online da Casa: Guida Per Lavorare Online) e si cominciano a guadagnare dei soldi, ci si comincia ad interrogare sull’apertura della Partita IVA.

Fra le email che ricevo tramite Monetizzando.com® ci sono delle domande frequenti relative proprio alla Partita IVA ed alla dichiarazione dei guadagni percepiti da attività svolte online (pubblicità, affiliate marketing, grafica, SEO, consulenza, cam, …):

  • Aprire la Partita IVA è Obbligatorio?
  • Quanto costa aprire la Partita IVA?
  • Come si apre una Partita IVA?
  • Quali sono i costi da sostenere per chi ha la Partita IVA?
  • Se guadagno meno di 5000 euro l’anno da questa attività devo aprire Partita IVA?
  • Conviene aprire Partita IVA nel Regime Ordinario o nel Regime Forfettario?

Tutte domande ricorrenti cui cercherò di dare risposta in quest’articolo – guida.

Premessa: non sono un commercialista, un dottore commercialista o un consulente del lavoro e consiglio sempre di richiedere una consulenza personalizzata prima di prendere decisioni legate alla tipologia di Partita IVA da aprire, un buon commercialista può infatti consigliarti la soluzione migliore per le tue esigenze.

Qui di seguito cercherò comunque di fornirti una serie di informazioni basate sulla mia esperienza e su ciò che ho appreso chiacchierando con commercialisti e professionisti del settore.

Partita IVA Cos’è, a Cosa Serve?

Si tratta di una serie di undici numeri che identificano in maniera univoca (o non equivoca) una società o una persona fisica titolare della Partita IVA.

Si chiama così perché serve a contribuire l’IVA (Imposta sul Valore Aggiunto, vale a dire una imposta indiretta che si applica sul valore aggiunto sullo scambio e la produzione di beni e servizi) all’Agenzia delle Entrate.

I primi sette numeri permettono di collegare la Partita IVA al contribuente titolare (nome e denominazione), i numeri successivi corrispondono all’identificativo attribuito dall’Ufficio delle Entrate, l’ultimo numero ha una funzione di controllo).

Tutti i lavoratori autonomi in Italia hanno l’obbligo di apertura della Partita IVA. Con il termine lavoratore autonomo si indica un individuo che offre un bene o un servizio per conto proprio, senza essere in un rapporto di lavoro subordinato.

Partita IVA Falsa Cosa è?

Se una Partita IVA viene aperta per lavorare o collaborare con un solo committente si parla di falsa Partita IVA, ovvero una situazione nella quale vie un rapporto di subordinazione e non una vera attività di lavoro autonomo.

Secondo la Legge 92/2012, con la quale si è introdotta la presunzione di lavoro subordinato, in presenza di determinati requisiti, le prestazioni svolte da un titolare di Partita IVA, in assenza di prove contrarie, sono considerate rapporti di lavoro dipendente.

In caso di verifica o riscontro di una presunzione di lavoro subordinato si configura un vero e proprio illecito amministrativo, fiscale e contributivo, per tale motivo il soggetto committente è passibile di sanzioni ed il lavoratore autonomo viene considerato un lavoratore dipendente a tempo indeterminato.

Con il Jobs Act è però stata introdotta la possibilità di estinguere l’illecito amministrativo, contributivo e fiscale per i datori di lavoro che assumono con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato lavoratori autonomi titolari di Partita IVA.

Quanto Costa Aprire Una Partita IVA?

Quali sono i costi di gestione di una Partita IVA? Conviene affidarsi ad un commercialista?

Queste sono altre due delle domande che mi vengono fatte di frequente. Personalmente ritengo fondamentale l’aiuto di un commercialista che possa occuparsi della parte burocratica ed amministrativa, lasciando al professionista o al freelance il tempo per dedicarsi al suo lavoro ed alla produzione di reddito.

Un commercialista inoltre potrà consigliarti quale regime fiscale scegliere per la tua professione: meglio il Regime Ordinario o il Regime Forfettario (ex Regime dei Minimi)? Quando è il caso di Aprire una SRL? Meglio aprire una ditta individuale, o una SRLS?

La mia esperienza personale, semplificando molto tutte le procedure, le scartoffie e la burocrazia, mi permette di stimare, in linea di massima almeno 3 – 4000 euro annui di spese una volta aperta la Partita Iva (per chi è in regime dei minimi o nel regime forfettario, iscrizione alla camera di commercio, pagamento contributi fissi, varie ed eventuali).

Questo non significa che non conviene aprire la partita iva, ma semplicemente che si può aprire quando davvero si raggiunge una certa “solidità” economica.

Ecco cosa dice il mio Commercialista, Dott. Commercialista Vincenzo Romano:  Aprire la partita iva è gratuito, basta andare da soli all’agenzia delle entrate, con tutti gli elementi già stabiliti e procederanno all’apertura (ma chi sarà in grado di compilare il modulo AA9 da solo? In pochi o nessuno, quindi ci si rivolge ad un consulente, che solitamente per apertura partita iva e tenuta contabile, chiede dai 400/500 euro in su ANNUI).

Se si parte con un regime forfettario, oltre i costi di iscrizione iniziali (Creazione PEC, Rilascio SMART CARD o firma digitale, apertura partita iva, iscrizione alla camera di commercio, iscrizione INPS, Scia al comune in caso di vendita online, Pagamento diritto annuale in fase d’iscrizione) bisognerà affrontare altre spese.

Gli altri costi di cui tu parli sono variabili e dipendono dal tipo di iscrizione:

  1. Iscrizione alla CCIAA costo annuo al momento 53 euro (in base alla provincia di iscrizione);
  2. Iscrizione INPS euro 3683,00 € annui circa se ci si iscrive come commerciante artigiano e possibilità di riduzione del 35% se si opta per il regime forfettario (non c’è l’obbligo di farsi versare la ritenuta d’acconto) oppure se ci si iscrive come professionista bisogna iscriversi alla gestione separata INPS:

Prima aliquota, destinata a tutti coloro che non risultano assicurati a forme pensionistiche obbligatorie, oltre alla gestione separata, è pari al 25,72% (25% per invalidità, vecchiaia e superstiti, più l’aliquota aggiuntiva dello 0,72% per l’indennità di malattia, maternità e per gli assegni per il nucleo familiare).

Seconda aliquota del 17%, per tutti i rimanenti soggetti iscritti alla gestione separata, siano essi lavoratori già pensionati oppure già assicurati presso altre forme di previdenza obbligatorie.

Inoltre vorrei ricordare che nel primo caso, c’è la possibilità di poter compensare quanto dovuto all’inps, con l’iva accumulata per sostenere i costi di investimento iniziali.

Come Aprire Partita IVA?

Spesso l’Apertura della Partita IVA viene vista come qualcosa di cui aver paura, specialmente in Italia.

C’è dunque chi preferisce lavorare con ritenuta d’acconto (lo vedremo più avanti) e chi preferisce lavorare come copywriter/ghost writer/articolista con cessione del diritto d’autore (puoi approfondire leggendo l’articolo sulla Cessione del Diritto d’Autore).

Chi può aprire partita IVA?

Chiunque svolge libera professione: professionisti autonomi, freelance, artigiani, commercianti, …

A seconda della tipologia di Partita IVA che aprirai ci saranno delle regole e delle specifiche da rispettare, come ad esempio la scelta del codice attività (Codice ATECO, per approfondire vedi Lavorare Online: Partita Iva e Codici Attività – ATECO).

Posso Aprire Partita IVA da Solo?

Sì, puoi aprire la Partita IVA collegandoti sul sito dell’Agenzia delle Entrate (clicca su questo link per la pagina ufficiale) e comunicare l’Inizio Attività entro 30 giorni (o in alternativa è possibile fare una comunicazione successiva pagando sanzione): se vuoi aprire la Partita IVA come libero professionista dovrai fare la dichiarazione tramite modello AA9/7 ed iscriverti alla Gestione Separata Inps.

Se tu sei un giornalista invece il tuo ente di previdenza sarà l’Inpgi2.

Se sei un musicista l’ente di previdenza è l’Enpals.

Molti ordini professionali o categorie di professionisti hanno infatti un proprio ordine di previdenza specifico.

Iscrizione Gestione Separata è Obbligatoria?

Chi deve iscriversi alla gestione separata INPS? È obbligatorio?

Anche in questo caso il discorso è piuttosto argomentato. Semplificando l’iscrizione è obbligatoria per lavoratori autonomi che non esercitano attività sotto forma di impresa, per liberi professionisti per i quali non è prevista una cassa professionale e per i Co.Co.Co.

Con il termine Gestione Separata INPS si intende un fondo pensionistico nato nel 1995 con l’obiettivo di garantire un trattamento previdenziale ed assistenziale ai lavoratori che prima della Legge Dini non avevano tutele (vedi ad esempio i professionisti senza cassa previdenziale)

La Partita IVA è Obbligatoria?

Chi vuole avviare una attività di impresa o di arte e professione, solitamente si chiede se l’apertura della Partita IVA sia obbligatoria oppure no.

Esiste poi una categoria di persone che, svolgendo una attività in maniera saltuaria, si chiede se sia corretto aprire la Partita IVA o se sia sufficiente la “Prestazione Occasionale” (se non sai nulla di prestazione occasionale vedi l’articolo Guida alla Prestazione Occasionale).

Queste persone, che svolgono quello che si potrebbe definire lavoro autonomo occasionale, infatti, sono quelle che più hanno bisogno di capire se devono obbligatoriamente aprire una posizione fiscale sotto forma di Partita IVA oppure no.

Per capirci, è possibile fare una distinzione fra chi vuole mettersi in proprio e creare una vera e propria attività, con conseguente obbligatorietà di apertura della Partita IVA, e chi invece potrebbe avviare l’attività tramite prestazioni di lavoro autonomo occasionale o tramite la cessione occasionale (basti pensare ad esempio a privati che decidono di vendere su eBay o amatori che creano blog e che monetizzano con AdSense o l’Affiliate Marketing), entro certi limiti.

Chi deve aprire la Partita IVA Obbligatoriamente?

Qui di seguito un elenco esemplificativo (ma non esaustivo) dei soggetti che, per svolgere la professione, devono dunque aprire obbligatoriamente la Partita IVA:

  • Avvocati
  • Geometri
  • Medici
  • Notai
  • Psicologi
  • Professioni regolamentate
  • Web Master
  • Chiunque vuole avviare una attività di impresa

Chi non deve aprire Partita IVA Obbligatoriamente?

L’ordinamento, sotto questo aspetto, diviene spesso oggetto di libera interpretazione, soprattutto quando si parla di attivitàlavoro occasionale.

Molte delle persone che cominciano a lavorare (e guadagnare) online, infatti, spesso iniziano in maniera autonoma e non professionale:

Riassumendo e semplificando, si parla di lavoro occasionale quando si fa un lavoro non continuativo e non si superano i 5000 euro di guadagno annui.

Riflettendoci un attimo, se io pubblico della pubblicità sul mio sito, questa non mi verrà pagata mensilmente ma solamente quando un utente cliccherà, effettuerà l’iscrizione o acquisterà un prodotto (questi i casi più comuni), queste azioni non sono ovviamente continuative ed anzi (come nel caso delle vendite) accadono “più o meno” occasionalmente.

Su quest’argomento, il mio commercialista, il Dott. Vincenzo Romano, spiega:

Se devo darti una risposta da commercialista, ti posso solo dire che, spesso si utilizza la frase dei famosi 5.000 euro, al di sotto dei quali non bisogna aprire la partita iva.

La mia risposta è che da un punto di vista fiscale, non è corretto, in quanto spesso nell’attività online, non c’è ne la caratteristica della occasionalità ne della prevalenza, soprattutto se si usa Adsense abbinato ad un blog, che poi rappresenta per circa il 90% la casistica di chi guadagna online.

Il mio consiglio è quello di mettere in Standby i guadagni AdSense (se non sai cosa è Google AdSense vedi Come Funziona Google Adsense: Guida Semplice) e richiedere il pagamento solamente al raggiungimento di cifre che ci consentono di poter sopportare i costi di gestione della P.iva.

Stessa cosa dunque si può dire per chi lavora come web cammer e svolge questa attività in maniera continuativa, o per copywriter e articolisti che scrivono contenuti quotidianamente o settimanalmente.

Per quanto riguarda chi guadagna con l’affiliate marketing (se non sai cosa è il marketing di affiliazione vedi Come guadagnare con le affiliazioni?), è importante sapere che alcuni network di affiliazione, proprio per i non possessori di Partita Iva, effettuano la Ritenuta d’acconto, ovvero aiutano il piccolo blogger o il sito che guadagna poco ad essere in regola con le leggi italiane, in quanto versano il 20% di ritenuta d’acconto.

In sintesi per chi non supera i 5000€ annui di guadagni è possibile lavorare senza aprire la partita iva, mentre per chi li supera è obbligatorio aprire la partita iva.

Prestazione Occasionale e Abitualità del Lavoro

Per completare quest’articolo è importante specificare che spesso si crea confusione fra l’Apertura della Partita IVA e la soglia dei ricavi a lavoro occasionale di 5.000 €.

In realtà i ricavi non sono un parametro di riferimento che ci indica quando bisogna aprire la Partita IVA e quando si può lavorare a prestazione occasionale. Il concetto che obbliga infatti all’apertura della Partita IVA è la continuità dell’attività svolta, nono stante l’amministrazione finanziaria non abbia mai dato una definizione chiara e precisa di cosa si intenda con abitualità e continuità dell’attività svolta.

Ciò che sappiamo oggi è che qualsiasi attività viene considerata svolta in maniera abituale e continuativa quando è svolta con regolarità e sistematicità.

Se quest’articolo ti è piaciuto, ti è stato utile o l’hai trovato interessante ti chiedo per favore di mettere un Mi PiaceCondividerlo su Facebook, ho impiegato molto tempo per scriverlo e per me è molto importante il tuo feedback.

Se hai dubbi o domande lascia un commento qui di seguito, sarò felice di risponderti o far rispondere ad un professionista!

Buon lavoro e buona Partita IVA,

Valerio

Articolo pubblicato il 22.06.2010 e Revisionato il 13.11.2018.

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35 Comments

  1. Ciao Valerio,
    come è il mio solito ti contraddico su alcuni punti!!!

    Punto 1, quanto costa aprire una partita iva ? Aprire la partita iva è gratuito, basta andare da soli all’agenzia delle entrate, con tutti gli elementi già stabiliti e procederanno all’apertura. Ora il problema è chi sarà in grado di compilare il modulo AA9 da solo? In pochi o nessuno, quindi ci si rivolge ad un consulente, che solitamente per apertura partita iva e tenuta contabile, chiede dai 400/500 euro in su ANNUI ( non dite che siamo cari ).

    Gli altri costi di cui tu parli sono variabili e dipendono dal tipo di iscrizione:
    1) Iscrizione alla CCIAA costo annuo 88 euro ( dipende dalla provincia di iscrizione )
    2) Iscrizione INPS euro 2.800 annui se ci si iscrive come impresa ( non c’è l’obbligo di farsi versare la ritenuta d’acconto ) oppure se ci si iscrive come professionista bisogna iscriversi alla gestione separata INPS:
    Prima aliquota. La prima, destinata a tutti coloro che non risultano assicurati a forme pensionistiche obbligatorie, oltre alla gestione separata, è pari al 25,72% (25% per invalidità, vecchiaia e superstiti, più l’aliquota aggiuntiva dello 0,72% per l’indennità di malattia, maternità e per gli assegni per il nucleo familiare).

    Seconda aliquota. La seconda, del 17%, per tutti i rimanenti soggetti iscritti alla gestione separata, siano essi lavoratori già pensionati oppure già assicurati presso altre forme di previdenza obbligatorie.

    Inoltre vorrei ricordare che nel primo caso, c’è la possibilità di poter compensare quanto dovuto all’inps, con l’iva accumulata per sostenere i costi di investimento iniziali.

    In merito alla risposta su chi ha la partita iva, se deve fatturare ad Adsense, invito i lettori di questo blog a leggere l’articolo:

    Mentre per farsi un idea su che codici d’attività scegliere per l’apertura della partita iva, ho scritto un altro articolo su quest’altro mio blog:

    Buon guadagno,
    Dott. Vincenzo Romano
    Affiliate Manager Sprintrade & Commercialista

  2. Ciao Vincenzo, ti ringrazio per la risposta esaustiva come sempre (la editerò quanto prima ed inserirò alcune informazioni utili nell’articolo (ad esempio in merito agli articoli del tuo sito).

    Ma cosa rispondi a chi chiede: “se comincio a guadagnare online devo aprire la partita iva? Posso cominciare senza partita iva? Come?”

  3. Se devo darti una risposta da commercialista, ti posso solo dire che, spesso si utilizza la frase dei famosi 5.000 euro, al di sotto dei quali non bisogna aprire la partita iva. La mia risposta è che da un punto di vista fiscale, non è corretto, in quanto spesso nell’attività online, non c’è ne la caratteristica della occasionalità e ne della prevalenza, soprattutto se si usa Adsense abbinato ad un blog, che poi rappresenta per circa il 90% la casistica di chi guadagna online.

    Il mio consiglio è quello di mettere in standbye i guadagni adsense e metterli in pagamento soltanto quando si raggiungono cifre tali da poter sopportare i costi di gestione per l’apertura della partita iva. Oppure inizialmente utilizzare solo affiliazioni come Clickpoint o Sprintrade ( che hanno sede legale in Italia )che versano regolarmente la ritenuta e che possono rientrare nelle caratteristiche dette sopra, senza apertura partita iva!

    Quindi il mio consiglio è lavorare con il codice fiscale se si lavora con affiliazioni italiane e si stà sotto il tetto delle 5.000 euro, mentre aprire la partita iva se si usano programmi stranieri.

    Valè, ti sto’ scrivendo un articolo in pratica!!!
    Mi sà che devo puntare di piu’ su questi argomenti sui miei blog.

    Buon lavoro,
    Dott. Vincenzo Romano
    Affiliate Manager Sprintrade e Commercialista

  4. Io ho una ditta individuale con codice Ateco Primario 452091 e come secondario 741021.

    Le spiego quello che voglio fare io.

    1) Siti internet per terezi grafica e programmazione
    2) Siti personali intestati a me per annunci di case vacanza – Camper -…..
    3) Pubblicità sul mio sito
    4) Programmazione e modifica componenti Joomla

    Ora, se il codice andasse bene, sorge il problema di cosa scrivere sulle fatture.
    Questo è in breve quello di cui ho bisogno.

    La ditta individuale si chiama come me ( a regola ) yuri cristodaro, quindi sul fondo dei siti che creo ( i miei personali ) devo mettere P.I. più yuri cristodaro ho posso mettere il nome del sito e la mia P.I. ?
    Insomma sono un po confuso…!!

    Ma non vorrei sbagliare!

    Grazie ancora!
    YURI CRISTODARO

  5. Bisogna sempre mettere la Ragione Sociale più la partita iva. Quindi nel tuo caso potrai inserire:
    Nome Sito, Nome e cognome tuo , Partita Iva.

    p.s. Mi voglio augurare che tu sia in contabilità separate, in quanto i 2 codici d’attività sono completamente diversi l’uno dall’altro, quindi mischiare il “Lavaggio auto” con “Attività dei disegnatori grafici” non è proprio corretto.

    Buon lavoro,
    Dott. Vincenzo Romano
    Affiliate Manager Sprintrade e Commercialista

  6. Una domanda….
    chi ha, come me, una partita IVA per il lavoro che fa (medico) …deve aprirne un’altra per scrivere online?
    Grazie

  7. Vorrei chiedere al commercialista qui presente una cosa, sono un razzo di 21 anni e il prossimo anno devo aprire p.iva, ed i miei guadagni online derivano solo da PPL e PPS con le affiliazioni, quindi niente Adsense o PPC.

    Mi sono informato da un commercialista e mi ha detto che potrei iscrivermi come libero professionista e mi ha descritto 2 codici di attività che sono questi:

    70.22.09

    Altre attività di consulenza imprenditoriale e altra consulenza amministrativo-gestionale e pianificazione aziendale (può generare reddito di lavoro autonomo).

    ed in questo codice tra i vari punti, quello che descrive la mia attività sarebbe questo:

    -consulenza in materia di gestione del marketing: analisi e formulazione di una strategia di marketing, formulazioni di politiche in materia di servizio clienti, di prezzi, canali di pubblicità e distribuzione, design eccetera

    62.09.09 per altre attività e servizi connessi all’informatica è possibile generare reddito di lavoro autonomo

    Quale dei 2 è il più idoneo per chi guadagna solo ed esclusivamente da affiliazioni con PayperLead e PayperSale?
    il mio commercilista mi ha detto che non devo per forza iscrivermi come impresa, ma appunto posso iscrivermi anche come libero professionista evitando i costi fissi dell’INPS.

    Attendo anche una risposta dall’affiliate manager di Sprintrade e dal commercilista cosi avrò una visione a 360°.

  8. Ciao Nicola,
    forse attendevi una mia risposta ( visto che sono sia commercialista che affiliate manager ) 😉
    Allora i 2 codici ateco indicati nel commento, sono perfettamente idonei per la generazione di reddito da lavoro autonomo e con possiblità di poterti gestire contabilmente come professionista.
    Nulla ti vieta di inserire entrambi i codici, scegliendo natuaralmente, uno come attività primaria, e il secondo come attività secondaria. Potrai discutere con il commercilista con il quale hai parlato, se è per te piu’ conveniente inserire entrambi i codici, e gestirti con un unica contabilità, oppure per avere una situazione maggiormente analitica, poter optare per le contabilità separate.

    Dopo aver chiarito, il punto, che nessuno ti vieta di inserire 2 o più codici d’attività che descrivono meglio il tuo lavoro online, ripondo alla seguente domanda:
    ” Quale dei 2 è il più idoneo per chi guadagna solo ed esclusivamente da affiliazioni con PayperLead e PayperSale?”

    Tra i 2 indicati da te, sicuramente il piu’ idoneo è il 2 codice, il 62.09.09, ma potresti anche usare il 74.90.99. In questo mio articolo ho creato una lista dei codici maggiormente diffusi per chi lavora online.

    Per concludere la risposta alla tua domanda, posso solo affermare, che il tuo commercialista ti ha risposto bene, e che non necessariamente dovrai iscriverti come impresa ( quindi iscrizione all’INPS e CCIAA ) ma potrai iscriverti come professionista.

    Voglio solo ricordarti che l’iscrizione come Professionista, non ti esclude i costi fissi dell’INPS, in quanto comunque dovrai iscriverti alla gestione separata inps.

    Inoltre ricordati che con questa seconda tipologia, dovrai evidenziare la ritenuta d’acconto in fattura.

    Buon guadagno,
    Vincenzo Romano

    1. ciao vorrei chiederti una cosa:

      io mi sono affiliato ad un sito di scommesse che mi pagano un tot se riesco ad iscrivere una persona facedole fare un deposito minimo richiesto dalla società, per questa attivita devo aprire partita iva? piu di 1000 euro non guadagno all’anno..

      grazie in anticipo..

  9. Ti ringrazio moltissimo per la risposta molto esaustiva.
    Mi sono dimenticato di dirti che lavoro part-time, e il commercialista mi ha detto che posso non pagare l’INPS fissa di 2800€ annui (più o meno), ma pagherò ogni anno una % sul guadagnato dal lavoro online.

    Comunque grazie davvero per avermi risposto.

  10. Quindi se ho capito bene utilizzando ad esempio Sprintrade (Senza P.Iva) e non superando i 5000 euro di guadagno all’anno non si rischia niente? Scusa ma come può essere considerata una Prestazione “Occasionale” se le pubblicità sono inserite 24 ore su 24 e si hanno degl’introiti ogni mese?

    1. Ciao Manuel,
      probabilmente, questa comunicazione, che invia la stessa Sprintrade quando effettua i pagamenti, può chiarire il tuo dubbio:

      Per chi non ha partita IVA abbiamo applicato una Ritenuta d’acconto del 20%. Quindi il pagamento ricevuto e’ minore del 20% di quanto indicato nella sezione Pagamenti del pannello affiliato.

      MAGGIORI INFORMAZIONI:

      Poiche’ l’attivita’ svolta dagli affiliati non ha trovato una specifica
      definizione da parte dell’Amministrazione Finanziaria riteniamo prudente far applicare l’aliquota del 20% prevista per le prestazioni di lavoro autonomo.

      Naturalmente, qualora l’affiliato ritenga di voler qualificare le prestazioni svolte come attivita’ di mediazione, potra’ farlo valere in sede di dichiarazione dei redditi. L’applicazione della maggiore ritenuta non comporta particolare danno perche’ la differenza potra’ essere
      recuperata in sede di versamento del conguaglio di imposta.

      Fammi sapere 😉

  11. Salve, ho trovato questa pagina interessante e ho pensato di postare qui i miei dubbi, nella speranza di una risposta. In pratica la mia domanda è: quale dei codici Ateco (p.iva) impone l’obbligo di iscrizione CCIAA? Inizialmente volevo aprire p.iva con codice “Portali web” ma qualcuno mi ha detto che con tale codice sarei obbligato ad iscrivermi nel registro imprese. Il mio progetto è quello classico: sito online con spazi pubblicitari, lavoratore autonomo e gestione separata. Grazie! Denis

    1. Ciao Denis, ho trovato il tuo stesso commento sul sito di un amico, Vincenzo, che ti ha già risposto nel migliore dei modi, ovvero consigliandoti l’articolo di Guadagnare Con Un Blog in cui è spiegato davvero alla perfezione (e da un commercialista) come mettersi in regola con il fisco e tutto. Buon lavoro, Valerio.

  12. Partita Iva: Povera foglia frale
    Sono un Ex Giovane Imprenditore.

    Mi hanno impapocchiato con l’agevolazione per gli start-up di azienda. Qualche anno fa ho aperto la mia ditta artigiana di tecnico di computer ( ho fatto sempre le cose in regola e onestamente ) ma purtroppo i primi anni , se non hai qualche amico potente che ti passa clienti non riesci ad ottenere il reddito previsto dagli Studi di settore ( secondo me i parametri che hanno preso sono quelli delle aziende che truffano ed evadono l’iva ). Nessuno
    vi dice che , dopo 6/7 anni lo stato , con la scusa degli studi di settore vi viene a battere di cassa!!
    Le verifiche oggi non sono piu casuali , non scappa + nessuno
    C’è la GERIT ( Organo preposto dallo stato per le riscossioni dei Tributi ) che prende le “provvigioni” su ogni incasso e quindi, come un buon ente che deve guadagnare comincia a spazzolare le banche dati dello stato ed in particolare il popolo delle ” Partite Iva “. Non scappa + nessuno, controlli a tappeto e Purga di Settore vi arriva a distanza di 6,7,8 Anni e con una scusa oppure un Altra lo stato ti purga e ti batte di cassa.
    Ed ecco che , se malauguratamente dopo il 5 anno di sacrifici hai iniziato ad avere un piccolo capitale ecco che ti arriva lo stato e con la scusa degli Studi di Settore ti purga per benino.
    In certi casi i piu giovani illusi di essersi fatti una loro indipendenza tornano a bussare alla porta di mamma e papa chiedendo loro i soldi per pagare quanto richiesto.
    Cari amici , avete tanti buoni propositi e qualche cosa da parte ?
    Conservate i buoni propositi e continuate a risparmiare.
    Non mettetevi in proprio, o se al massimo lo fate , investite sulle vostre
    idee solo un Terzo del vostro capitale.
    State cercando Lavoro ? Non vi fidate di Lavori dove viene richiesta la Partita Iva.
    Ricordate che dopo qualche hanno arriva il Grande Fratello a battere di cassa.
    Mi auguro che questo mio commento venga pubblicato in modo da aiutare chi ha le idee confuse su queste nuove ” finte opportunità ”

    Per tu che hai già LA PARTITA IVA fai una domanda semplice al tuo Commercialista :

    ” Ma io ? Quest’Anno sono Congruo con gli studi di Settore ? “

  13. buongiorno a tutti,scusate la mia domanda,io sono dipendente di una azienda quindi a libro paga.posso comunque aprire un sito internet ,dove do’informazione inerenti mio settore,e guadagnare con affiliazioni e e-commerce di prodotti sempre relativi al tema del sito?oppure devo averre un sistema contributivo particolare?
    spero di essere stato chiaro e ringrazio se qualche buona anima sa’ darmi una risposta!
    ciao ragazzi

  14. Salve, gradirei avere info inerente la differenza delle richieste di seguito menzionate.

    LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE: non superiore ai € 5.000,00″.

    – Bisogna isciversi o fare richiesta a quale ente ?

    – È possibile seguire più clienti con questo margine oppure uno solo ?

    – Se e come emettere ricevuta fiscale per il cliente ?

    – Spese da sostenere per l’attività di lavoro Autonomo Occasionale ……

    – Si è obbligati a rilasciare la ricevuta fiscale e, quali sono i comportamenti da rispettare ?

    – È possibile pubblicare N° 2 siti Web con differenti Domain Name per l’offerta di servizi ICT Porta a Porta e presso Società.

    – È possibile pubblicare N° 1 siti Web per l’offerta di servizi “Compro & Vendo” ?

    – Può essere conciliata questa attività avente in corso un contratto di lavoro a Progetto con Azienda Pubblica ?

    – È possibile scaricare le spese di Gasolio, etc. etc. a fine anno e, quali ?

    – È possibile pubblicare Cartellone 6 X 3 “Pubblicità” inerente i siti e servizi offerti, locandine da applicare presso i negozi e il rilascio di bigliettini da visità?

    – Vi sono problemi ad intraprendere questa Lavoro risiedendo in alloggio IACP ?

    – Spese da sostenere per il Commercialista nell’intero anno, oppure, se mensile ?

    – Come fare per chi guadagna con il sito “Banner”? E’ possibile essere in regola e dichiare i guadagni? In che modo? (Per i non possessori di partita iva)

    – Può essere conciliata questa attività avente in corso un contratto di lavoro a Progetto con Azienda Pubblica ?

    Invece di seguito, la mia richiesta è prevalentemente per l’apertura della P.I. e gestione.
    LAVORO AUTONOMO CON PARTITA IVA:

    – Dove recarsi per aprire la partita IVA ?

    – Sono questi i Costi da sostenere durante l’anno, oppure variano a seconda del fatturato ?
    1) Iscrizione alla CCIAA costo annuo 88 euro ( dipende dalla provincia di iscrizione )
    2) Iscrizione INPS euro 2.800 annui se ci si iscrive come impresa ( non c’è l’obbligo di farsi versare la ritenuta d’acconto )
    oppure se ci si iscrive come professionista bisogna iscriversi alla gestione separata INPS:

    – Successivo alla partità IVA, bisogna iscriversi all’albo dei professionisti o altro e, se Vi sono benefici o spese da sostenere ?

    – Nella terza fase, bisogna iscriversi all’INPS/INAIL o altro ente ?

    – È possibile aprire N° 2 siti Web con differenti Domain Name per l’offerta di servizi ICT ?

    – È possibile aprire N° 1 siti Web per l’offerta di servizi “Compro & Vendo” ?

    – È possibile aprire N° 1 siti Web per E-Commerce oppure E-Shop ?

    – Quali spese bisogna sostenere nella prima fase ?

    – Quali spese bisogna sostenere nelle successive fasi ?

    – È possibile scaricare le spese di Gasolio, etc. etc. a fine anno e, quali ?

    – La partita IVA è possibile aprirla inserendo nella richiesta l’indirizzo del mio Domicilio di cui è proprietario lo IACP ?

    – Criteri di rilascio ricevuta fiscale/Fattura da emettere e, chi emette ?

    – Spese da sostenere per il Commercialista nell’intero anno, oppure, se mensile ?

    – Può essere conciliata questa attività avente in corso un contratto di lavoro a Progetto con Azienda Pubblica ?

    – È possibile pubblicare Cartellone 6 X 3 “Pubblicità” inerente i siti e servizi offerti ?

    – È possibile scaricare le spese di Gasolio, etc. etc. a fine anno e, quali ?

    – Ci sono agevolazioni “Fondi Europei” “Regionali” etc. etc. e l’ente responsabile ?

    – Ci sono agevolazioni per chi è iscritto da 29 mesi all’ufficio del Lavoro ?

    Ringrazio vivamente gli specialisti del settore che, avranno la bontà e la pazienza di approfondire queste mie perplessità di cui molti incappano in enormi confusioni. Grazie

  15. sono una pensionata di 62 anni, vorrei lavorare con vendite sul web. Vorrei sapere se la mia pensione verrà decurtata se ho altri guadagni. Se apro la partita iva devo comunque versare contributi inps pur essendo pensionata?

  16. Salve a tutti,
    faccio pubblicità su qualche sito di prodotti per adulti, sto cercando di aprire la partita iva ma non riescono ad indicarmi con quale codice operare. mi sapreste aiutare?
    grazie

  17. Salve,
    vorrei porre delle domande per conto di una mia conoscente:
    deve iniziare a collaborare con un’agenzia in attività finanziaria, può farsi pagare con prestazioni occasionali? Dato che inizia ora non crede che avrà un guadagno superiore ai €.5000 per quest’anno, per cui vorrebbe evitare per adesso l’apertura della partita iva.
    Inoltre: può distribuire bigliettini da visita con logo dell’azienda, suo ‘nome e cognome’ area commerciale, con i suoi recapiti e info del numero iscrizione albo agenti attività finanziaria?
    In alternativa, avendo 32 anni potrebbe aprire partita iva con regimi minimi, anche se fino all’anno scorso era dipendente di un’altra società finanziaria e si occupava sempre di finanziamenti? Quali sarebbero i costi da sostenere?
    Grazie per la risposta.

  18. salve volevo sapere se è necessaria la p.i. da webmaster oppure potrei utilizzare quella della mia società di atletica ? Grazie

    1. Ciao Danielo, mi spiace ma personalmente non saprei rispondere a questa domanda, spero che qualche commercialista che passa di qua possa rispondere alla tua domanda, credo comunque che tutto dipenda dal codice ATECO con cui è registrata la tua Partita Iva (e quindi in base all’attività per cui hai registrato la partita iva). Se trovi risposta ti invito a lasciare un commento su monetizzando.com e tenerci aggiornati!

  19. Salve nell’articolo “Lavorare online e aprire la partita IVA” si fa riferimento a 5 mila euro quale discriminante per l’apertura della partita IVA. A mio avviso i 5 mila euro sono riferiti agli obblighi INPS per il lavoro occasionale. Potrei conoscere la fonte da cui si evince che il superamento di 5 mila euro fa scattare l’obbligo di apertura della partita IVA?

    1. Buongiorno Malko, non sono un commercialista, queste sono le informazioni che ho ritrovato in rete e che mi sono state comunicate da esperti nel settore, se tu hai qualche informazione in più o sei un commercialista sei il benvenuto nei commenti per correggere ed ampliare il contenuto di quest’articolo! Grazie!

  20. Sono una docente di matematica a riposo da tre anni, vorrei aprire un sito per fare lezioni online…mi hanno detto che devo aprire una partita Iva. Come contribuente minimo non dovrei affrontare alcun costo , l’eventuale guadagno non si somma con la mia pensione e su di esso dovrei pagare il 5/100. Chiaramente il ricavato non deve essere superiore a 30.000 euro, tutto sembra facile ma in genere mi sconsigliano di attuare ciò perchè avrei spese di commercialista e anche problemi non precisati…é vero? Grazie

    1. Buongiorno Silvana e grazie per il commento. Sicuramente aprendo la partita Iva avrai delle spese (contributi inps, camera di commercio, commercialista, …), io non sono un commercialista quindi non posso darti notizie impeccabili, cercherò di coinvolgere un commercialista amico in questa discussione ma ti consiglio di informarti direttamente con un commercialista/consulente della tua zona. Grazie per il commento, in bocca al lupo e tanti auguri per questo 2013 😉

    2. Salve Silvana, spero di riuscire a rispondere in maniera chiara e sintetica:

      1) “Mi hanno detto che devo aprire la partita iva”: si è necessario aprire la partita iva se si vuole avere un attività regolare a 360 gradi, senza correre il rischio di sanzioni amministrative.

      2) ” Come contribuente minimo “: Io verificherei se esiste davvero questa possibilità, in quanto a mio avviso verrebbe a mancare un elemento, ovvero la diversificazione tra ciò che si faceva prima ( docente di matematica ) e ciò che si andrebbe a fare ( docente online ). Se va sul sito dell’Agenzia delle Entrate e trova la guida sull’accesso al regime agevolato, troverà tra le condizioni di esclusione la seguente dicitura: ” la nuova attività non deve essere una prosecuzione di un’attività uguale ma svolta sotto altra forma (ad esempio non ha diritto all’agevolazione chi prima faceva lo stesso lavoro come dipendente o Cocopro).”

      3) Se mettiamo che si chiude un occhio e si apre comunque la partita iva come contribuente minimo, non è vero che non costa nulla, in quanto anche se pensionata, dovrebbe avere una posizione INPS ( iscrizione alla gestione separata ), pagare il 5% sull’utile prodotto, e verificare che non ci sia un conguaglio sulla pensione.

      4) E’ comunque necessario avere un commercialista per la gestione della partita iva, con costi variabili in base alla parcella che il commercialista riterrà opportuno chiederle per la complessità della pratica.

      Sperando di essere stato chiaro, Le auguro Buon anno

  21. Salve, Io da un pó ho iniziato a riparare hardware e software iphone ho creato il mio sito web ma vorrei sapere se è obbligatoria la partita iva.
    Ovvero, sul sito è possibile acquistare materiale (ricambi) per iphone oppure chiedere una riparazione online. Fino ad oggi via web ancora non ho iniziato le vendite per scarsa pubblicità( momentanea) comunque non credo che superi la cifra dei 5000€ annui cosa mi consiglia?

  22. Buonasera. Vorrei porle un quesito: mio figlio lavora part time (20 ore alla settimana); per poter arrotondare il misero stipendio che prende ha creato un sito per vendere pennette Usb e per riparare computer. Deve aprire una partita IVA? E deve pagare anche i contributi per la previdenza sociale anche se è già assicurato dal datore di lavoro?

  23. Buongiono, innanzitutto grazie mille per questo articolo, vorrei aggiungere dei quesiti che continuo a rivolgere a commercialisti e associazioni di settore senza aver alcuna risposta chiara.

    È possibile lavorare online con siti stranieri (anche extra-ue) senza partita iva, soprattutto se i guadagni sono molto contenuti? Mi riferisco a siti some freelancer ma anche altre tipologie come istockphoto. La partita iva con regime dei minimi mi sembra sia utilizzabile esclusivamente in Italia, per cui mi chiedo quale sia una possibile soluzione.

    Rivolgendomi a una commercialista ho saputo che le prestazioni di lavoro occasionali sono state rivoluzionate con la riforma fornero, per cui anche il tetto dei 5000 euro dal 2013 non è più valido, qualunque tipo di guadagno online deve essere quindi giustificato da una partita iva. Come deve regolarsi quindi una persona che lavora online prevalentemente con l’estero per essere in regola?

    Grazie per la vostra attenzione e per il vostro aiuto!

  24. desidero avere informazioni per aprire una attività
    sono pensionata anni 61 … sono un artista e spesso mi viene chiesto
    per i lavori che realizzo con tessuti e ceramiche di aprirmi un azienda , mi chiedo quanto possa
    essere conveniente ai fini dlele tasse, posso aprire partita iva e iscrizione alla camera c. vista l’età?
    quanto mi costa annualmente? è obbligatorio avere un locale ? (ho una casa grande)

    grazie attendo risposta sull’email

  25. Ciao voglio sapere per compra vendi online bisogno partita iva? Per esempio io compra merce in china e poi vendo in italy cossi bisogno partita iva?

  26. Ciao,
    ho appena ricevuto un’offerta di lavoro on-line dove mi propongono un lavoro part time massimo 20 ore settimanali a 9 euro l’ora e dove sul contratto dice che mi devo occupare io delle tasse che ci sono da pagare. Considerato il fatto che non ho partita iva come mi devo muovere?
    L’azienda ha sede in Irlanda.

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