Lavorare Online

Come Aprire Una Ltd in Uk? Gioie e dolori

Benvenuti e grazie per avermi dato la possibilità di scrivere su monetizzando, io sono Andrea Scarpetta, un Seo italiano che si sta trasferendo a Londra. Dopo diversi anni di esperienza in agenzia in Italia ho deciso che era il momento alla veneranda età di 42 anni di provare nuove emozioni e mi sono messo a cercare lavoro in Inghilterra.

Londra

Quando dico “inghilterra” in realtà dico “Londra”, perchè è la città dove ci sono più occasioni e sopratutto più vivacità. Ci sono anche un sacco di aziende, per cui ovviamente seguendo l’esempio di altri prima di me, ho deciso di aprire la mia “LTD” (Che sta per “limited”).

Premessa importante

Io sono un Seo (anche se ora cerco di farmi prendere come “growth hacker” visto che il termine piace un sacco). Non sono un commercialista. Non sono un avvocato. Sono una persona decisamente ingenua e confusa, per cui prendete sempre con tantissimo sospetto e prudenza le cose che vi dirò.

Nel corso della spiegazione userò le guide di CRUNCH, una soluzione online per gestire la contabilità aziendale, che però ha prodotto delle guide molto semplici e chiare da leggere anche per un tontolone come me (e non sono link di affiliazione!).

Tipologia di azienda

Ci sono vari tipologie di aziende in UK. Non vi tedierò con gli altri tipi, perchè generalmente c’è una sorta di responsabilità personale, mentre la LTD è equivalente alla SRL nostrana (con una miridiade di semplificazioni), quindi con responsabilità “limitata”.

Aprire una LTD è abbastanza semplice

Potete fare richiesta al registro delle compagnie inglesi in completa autonomia: il processo si fa completamente online, dura 48 ore e costa 15 (quindici) sterline.

Io che sono un distrattone, ho preferito usare un servizio di formazione aziendale raccomandato da un amico, chiamato “companies made simple” (Che chiamerò “COMASI” per semplicità), spendendo 70 sterline (che al cambio erano circa 90 euro).

Perchè? Perchè con questo pacchetto mi vengono dati una serie di vantaggi aggiuntivi:

  • Fanno loro la submission al posto mio, evitando errori ed incomprensioni
  • Posso usare per un anno il loro indirizzo nella city come “indirizzo ufficiale”, quindi eventualmente io posso anche trasferirmi di casa più volte, ma non cambia nulla per lo stato, perchè l’indirizzo pubblico è presso la sede di “COMASI”
  • Hanno una convenzione per aprire il conto aziendale con Barclays
  • Il tutto è avvenuto in 24 ore.
  • Mi inoltrano (per un anno) all’indirizzo che decido io (es: casa) la posta aziendale, salvo chiaramente lo spam cartaceo. (poi si paga circa 50 sterline l’anno).

Quando una LTD è attiva e quando è dormiente

L’agenzia delle entrate inglesi, qualifica come “attiva” una LTD che ha iniziato a lavorare e percepire delle entrate. Se invece siete ancora nella fase di contrattazione o stesura del business plan, è considerata “dormiente“. Nota bene: quando iniziate a prendere soldi come azienda, entro tre mesi dovete certificare che siete attivi.

Il conto corrente aziendale

Qua iniziano i problemi e la cosa si fa fumosa, perchè nel momento in cui vi scrivo la situazione è in evoluzione. Avere un conto aziendale è obbligatorio. Ma per aprirlo bisogna avere un indirizzo in inghilterra, almeno se usate il servizio di “COMASI” che è convenzionato con Barclays.

[pullquote]Attenzione : il conto aziendale deve essere separato da quello personale.[/pullquote]

Questo lo voglio sottolineare, perchè mescolare i mezzi di pagamento diventerebbe un casino e al momento del calcolo delle imposte, probabilmente ci sarebbe un gigantesco tonfo e probabilmente finireste per fare errori nel calcolo delle imposte con il risultato di pagare multe per niente.

Inoltre il conto bancario aziendale viene usato per la tracciabilità degli spostamenti di denaro, cosa che invece al dettaglio non avviene (quasi) mai. (scandaloso).

Che ruolo ho nell’azienda?

Qua le cose diventano un pochettino più complesse. Se sono l’unica persona, sono contemporaneamente

  • azionista unico (shareholder)
  • amministratore (director)

e’ importante differenziare i ruoli comunque, perchè si aggancia a quello che è il prossimo paragrafo.

Come prendo i soldi ?

A seconda dei casi, posso prenderli come dipendente (mi assegno uno stipendio come director) o come azionista (prendo una quota degli utili).

Considerate che sullo stipendio bisogna dedurre una percentuale che va versata all’erario come “previdenza sociale” (ma che è comunque più bassa dell’inps italiano).

I dividendi invece si prendono sul netto aziendale (fatture emesse – stipendi erogati – spese sostenute ).

Non posso darti tanti consigli a proposito, se non leggere meglio la guida di Crunch che spiega come trovare il regime migliore tra stipendio e dividendi.

Tassazione

Qua posso solo consigliare di massima cautela, parlare con un commercialista e con la vostra sede locale dell’agenzia delle entrate: se provate a fare i furbi, finirete come Valentino Rossi che aveva dichiarato di essere residente in UK e invece era sempre a farsi piadine al bar sotto casa.

Lui ha patteggiato pagando milioni di euro, voi magari venite accusati di esterovestizione e vi condannano ad indossare un anti-estetico pigiama a righe bianche e blu.

In linea teorica: se aprite la ltd in uk e restate in Italia, pagate le tasse sul reddito personale per quello che compete in uk e quello che rimane lo pagate in Italia (dove chiaramente sono più elevate).

A questo punto meglio trasferirsi, come sto facendo io.

Detrazioni e deduzioni

Da un punto di vista legislativo, ci sono molte possibilità di detrazione. Sapete cos’e’ una detrazione vero ?

No? Ve lo spiego: sono spese sostenute dai dipendenti dell’azienda o dall’azienda stessa. In questo caso il dipendente siete voi, ma potreste avere altre persone dipendenti.

Per esempio il costo per la trasferta per andare ad una conferenza di settore, assieme al soggiorno e al prezzo della conferenza, sono spese detraibili. Significa che se l’azienda ha fatturato 1000 e ha speso 250 per la formazione, le tasse invece che su 1000, saranno calcolate su 750.

Se invece lavorate da casa, l’affitto non è detraibile: meglio a questo punto prendere in locazione uno spazio di coworking se lavorate da soli. Se poi crescete abbastanza da diventare un’azienda multi persone, allora potrete avere il vostro ufficio, mobili, telefoni, macchina del caffè e bottiglione dell’acqua. Tutti detraibili.

Di nuovo, santo Crunch, ha una guida che dettaglia le detrazioni ammesse dall’agenzia delle entrate di sua Maestà.

Questo per per ora è tutto, se ho commesso degli strafalcioni segnalateli nei commenti!

Nota autore:
Andrea Scarpetta è un Seo freelance che (come vedete) si sta spostando in inghilterra. Nel frattempo cerca anche di proporsi come Growth Hacker, anche se il termine gli sta un pò stretto.

Commenti Facebook
Tags

Articoli Correlati

9 Commenti

  1. Considerando che solo per aprire la p.iva in Italia ti chiedono circa 2300 euro (poi è meglio che inizi a guadagnare), ci proverei a Londra (se solo potessi!)

  2. Articolo interessante, correggo – come richiesto – uno strafalcione: in quei casi da te elencati si parla di “deduzioni” o “costi deducibili”, non detrazioni. Le detrazioni vengono scalate direttamente dall’importo dell’imposta (che si dice appunto “lorda”), i costi deducibili si sottraggono all’imponibile.
    Saluti

  3. Ciao, ma se tengo come indirizzo quello fornito dall’agenzia che mi apre l’azienda, il conto corrente lo possono aprire loro ( conto attivo della società ).

    Ciao Franco

  4. Buongiorno,

    Ho letto il suo articolo a proposito di company made simple e vorrei delle delucidazioni a riguardo.
    Scegliendo uno dei pacchetti da loro proposti, ad esempio l’ “ultimate package” io ho tutto ciò che mi serve per aprire l’LTD?

    E quali sono le spese annue? e che cosa fanno loro per me negli anni successivi? come faccio a capire quanto costa la gestione di una LTD?

    Grazie,
    Cordiali Saluti

  5. A dirla tutta la legge europea ed inglese non obbliga ad avere il conto in banca nello stesso stato in cui è registrata l’azienda….quindi potreste ad esempio avere azienda in UK e conto su una banca italiana….
    per quel che riguarda valentino rossi, credo che il problema lo abbia avuto più sull’irpef che sulle tasse aziendali….
    comunque secondo me anche fatturando (come giusto) in italia quello che si produce in italia, la società inglese conviene comunque se non altro per la semplicità di gestione e la possibilità di diventare dormiente (a costo zero) con una semplice lettera….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close
Close