SEO e Indicizzazione

Come Funziona Un Motore Di Ricerca?

Come funziona un motore di ricerca? Scopriamo insieme quali sono i processi che portano ai risultati di ricerca! Articolo tratto dal progetto “Monetizzando School”, oggi confluito all’interno di Monetizzando.com. L’articolo originale è stato pubblicato ad Ottobre 2012 e vuole riportare, in maniera generica, il funzionamento della costruzione dei risultati di ricerca di un motore di ricerca come Google.

Premessa: in quest’articolo non viene analizzata la costruzione della SERP a 360 gradi ma si cerca di fare una panoramica di quanti e quali fattori entrano in gioco all’interno di un motore di ricerca.

Siamo Abituati a pensare che un motore di ricerca entra in funzione nel momento in cui un utente fa la sua “query”, ovvero “domanda di ricerca”.

Dopo che l’utente fa una query al motore di ricerca questo entra in funzione ed estrapola i risultati, ordinandoli e poi mostrandoli all’utente.

Questa è la spiegazione più semplice e logica che ci si aspetta quando si parla di risultati offerti da un motore di ricerca, ma in realtà i procedimenti che stanno dietro all’estrapolazione ed alla catalogazione dei risultati di ricerca sono più complicati.

Generalmente infatti, dopo che un utente fa la sua ricerca all’interno del motore di ricerca, inserendo le sue parole chiave (e quindi la “query di ricerca”, che nel caso di quest’articolo potrebbe essere “Come funziona un motore di ricerca?”), il motore passa alla deduzione dell’argomento, ovvero cerca di capire di quale argomento stiamo parlando (ricordiamoci che ogni parola può avere diverse accezioni – in tal proposito, sull’argomento del senso delle parole, oggi si parla sempre più spesso di SEO Semantica – basta pensare alla parola “Calcio” che può riferirsi allo sport o all’alimentazione…), dopodichè cerca di capire quali sono le intenzioni dell’utente per poi passare la palla ai suoi algoritmi di settore (possono essere algoritmi dedicati alle foto, al video, ai testi, …).

Dopo aver passato le informazioni agli algoritmi di settore, il motore di ricerca, già dal 2012, è in grado di personalizzare i risultati in base alle preferenze dell’utente, ai dati di navigazione, alla nostra cronologia web e ad altri fattori. Una volta dunque effettuate:

  • Query
  • Deduzione dell’argomento
  • Deduzione dell’intenzione di ricerca dell’utente
  • Filtro tramite algoritmi specializzati
  • Personalizzazione dei risultati

il motore ci mostra finalmente i risultati della ricerca. Questo dimostra come sia complicato posizionare un sito internet ai primi posti nei motori di ricerca, e ci fa comprendere come i fattori della SEO variano a seconda dell’argomento di ricerca e dei risultati presenti negli archivi del motore di ricerca.

Le SERP e la Categorizzazione degli utenti.

Fra i vari fattori che influiscono nella costruzione delle SERP (Search Engine Ranking Page),  fra il 2010 ed il 2012, si è assistiti ad una categorizzazione lato utente che, tramite i log di ricerca, ha permesso ai motori di ricerca (e a Google in particolare) di capire quali sono gli interessi degli utenti ed inserirli in determinate “categorie”.

In sostanza Google è riuscito a Profilare, e lavora continuamente alla profilazione di ogni singolo utente. Se un utente ad esempio cerca spesso automobili e novità sul mondo delle auto, google capirà che siamo degli appassionati di automobili e ci inserirà nella categoria di persona interessate al mondo dell’automobile.

Di conseguenza Google, quando crea una pagina di risultati di ricerca, ordina i suoi risultati in base al profilo dell’utente. Cosa fare dunque quando creiamo un sito internet?

Prima di pensare a posizionamenti invasivi o cercare di dominare le SERP che riteniamo più interessanti, cerchiamo di capire a quale “categoria di utenti” è utile il nostro sito, e cerchiamo dunque di categorizzare il nostro sito in maniera tale da raggiungere i nostri utenti – tipo.

Come faccio a capire secondo Google a che categoria appartiene il mio sito?

Google, anche se tu non lo sai, ha già categorizzato il tuo sito internet. Per controllare in quale categoria ha inserito il tuo sito internet Google puoi utilizzare Ad Planner di Google update 26 Gennaio 2015: l’AdPlanner di Google è stato sostituito dal Display Planner.

E’ chiaro che per categorizzare un sito su una determinata categoria ho bisono di avere contenuti per quella determinata categoria. E’ utile utilizzare AdPlanner anche per capire come sono categorizzati quelli che noi consideriamo i nostri “competitor” e cercare di farci così categorizzare da google in maniera simile.

Altri fattori che influiscono sul posizionamento?

C’è chi ancora, nel 2015, crede ai “200” fattori di posizionamento. In realtà i fattori sono molti di più, ed elencarli tutti non so quanto potrebbe essere utile, per questo motivo ho pensato di elencare solo quelli più “gettonati” e discussi sul web.

Fra i fattori che influiscono sul posizionamento di un sito internet, e quindi fra i fattori presi in considerazione dai motori di ricerca, ci sono:

  • Nome del dominio
  • Anzianità del dominio (da quanti anni è online)
  • Struttura del sito
  • Velocità di caricamento
  • Ottimizzazione per dispositivi mobile / Layout Responsive
  • Ottimizzazione on page
  • Internal linking / Link building
  • Author Rank
  • Citazioni – Cocitazioni
  • Attività di content marketing

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E tu vuoi aggiungere altre informazioni? Lascia il tuo commento su Monetizzando.com,

Buon lavoro e buon posizionamento,

Valerio

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