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Commercialista Online: Come Mettersi in Regola con il Fisco?

Commercialista Online: Come Mettersi in Regola con il Fisco? – Lavorare online, come mettersi in regola con il fisco, è questo il tema dell’articolo che Giampiero Teresi ha scelto di affrontare su Monetizzando.com®, buona lettura.

Con lo sviluppo del web sono nate tantissime nuove Professioni Digitali, ma qualunque sia la tua Professione sarai obbligato al pagamento delle tasse. In questo articolo spiegherò come mettersi in regola con il fisco e come risparmiare migliaia di Euro in tasse scegliendo il giusto Regime Fiscale.

Webmaster, Consulente SEO, Affiliate Marketer, Designer, Social Media Manager, Blogger. Sono solo alcune delle Professioni Digitali nate negli ultimi anni con la diffusione di Internet e delle sue prospettive di lavoro.

Lavorare Online è diventata la normalità al giorno d’oggi, anche a causa della sempre più rara possibilità di trovare un lavoro “Classico”. Se anche tu hai scelto di intraprendere una Professione Digitale, rinunciando al posto fisso, devi però essere a conoscenza dei tuoi obblighi fiscali.

Sia nel caso in cui lavorare online sia per te un passatempo che ti porta dei guadagni extra, sia nel caso in cui ne faccia la tua Professione, avrai l’obbligo di dichiarare di dichiarare i tuoi guadagni allo Stato.

Sono tanti i dubbi dei Professionisti che lavorano Online e tante le domande che ogni giorno ricevo. Le più comuni:

  • Come posso lavorare Online in regola con il Fisco?
  • Posso usare la Prestazione Occasionale?
  • Sono obbligato ad aprire una Partita IVA
  • Quante tasse pagherò? Sarà conveniente?

Cercherò dunque di rispondere a tutte queste domande, aiutandomi anche con degli esempi pratici che ti aiuteranno a capire qual è il metodo più conveniente per poter lavorare Online.

Lavorare Online: la Prestazione Occasionale

La maggior parte dei Professionisti che decide di lavorare online, almeno all’ inizio, decide di utilizzare la Prestazione Occasionale.

Ma cosa è la Prestazione Occasionale?

Il Codice Civile la definisce così: “Si può definire lavoratore autonomo occasionale chi si obbliga a compiere, dietro corrispettivo, un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio, senza vincolo di subordinazione, né potere di coordinamento del committente ed in via del tutto occasionale”.

Molti Professionisti consigliano di utilizzare la Prestazione Occasionale fino al raggiungimento del limite di compensi di 5.000 Euro annuali. Gli stesso avvertono poi di aprire una Partita IVA al superamento di questo limite annuale.

In verità non è proprio così. Ciò che regola la possibilità di poter utilizzare la Prestazione Occasionale o di essere obbligato ad aprire una Partita IVA non è il superamento o meno del limite annuale di incassi di 5.000 Euro, bensì il Principio di Abitualità ed il Principio di Occasionalità.

Secondo questi Principi potrai utilizzare la Prestazione Occasionale se:

  • La tua Prestazione lavorativa non supera i 30 giorni nell’anno con lo stesso Committente
  • La tua Prestazione lavorativa venga effettuata UNA TANTUM, cioè al massimo una volta nell’anno con lo stesso Committente
  • Non sponsorizzarsi in alcun modo la tua Attività Lavorativa

Per capire meglio quando potrai e quando non potrai utilizzare la Prestazione Occasionale mi servirò di due esempi

Esempio 1 – Ad un Webmaster viene commissionato un lavoro Online (la realizzazione di un sito ad esempio) da un Committente, per un compenso pattuito di 7.500 Euro per la durata di 20 giorni lavorativi. In questo caso il Webmaster potrà utilizzare la Prestazione Occasionale anche se il compenso è superiore ai 5.000 Euro.

Esempio 2 – Allo stesso Webmaster viene commissionato un lavoro di manutenzione dello stesso sito per il compenso di 100 Euro al mese (1.200 Euro annuali) per la durata di 2 giorni al mese. In questo caso il Webmaster non potrà utilizzare la Prestazione Occasionale perché violerebbe il Principio di Occasionalità. Sara costretto (nonostante i compensi molto al di sotto dei 5.000 Euro) ad aprire una Partita IVA

Nota bene: se deciderai di utilizzare la Prestazione Occasionale non potrai in alcun modo pubblicizzare la tua Attività lavorativa. Non potrai neanche essere titolare di un sito internet se questo ti porta dei guadagni o della pubblicità ai tuoi Servizi.

Nel momento in cui deciderai di utilizzare la Prestazione Occasionale dovrai rilasciare una Ricevuta Fiscale ai tuoi clienti. Questa Ricevuta ha lo stesso valore di una Fattura, e deve contenere i seguenti elementi:

  • I tuoi darti fiscali (Nome, Cognome, Residenza, Codice Fiscale)
  • I dati fiscali del Cliente (se persona fisica inserire il Codice Fiscale, se Azienda inserire la Partita IVA)
  • Numero e data Ricevuta
  • Descrizione dell’ Attività svolta
  • Compenso pattuito
  • Ritenuta d’ Acconto sui compensi

Tutte le Prestazioni Occasionali effettuate verso Aziende o titolari di Partita IVA devo includere la Ritenuta d’Acconto.

Cosa è la Ritenuta d’ Acconto?

La Ritenuta d’ acconto è uno strumento scelto dallo Stato per garantire il versamento delle imposte. Ogni Professionista che utilizzi la Prestazione Occasionale deve inserire la Ritenuta d’Acconto del 20% ai propri compensi. Per spiegare il suo funzionamento utilizzare un altro esempio:

Ipotizziamo un Grafico al quale venga commissionato un lavoro Occasionale per un compenso pattuito di 100 Euro. Dopo aver rilasciato la Ricevuta al proprio Committente, il Grafico incasserà “soltanto” 80 Euro. Gli altri 20 Euro rappresenteranno quindi la Ritenuta d’ Acconto

Che fine faranno gli altri 20 Euro quindi? Di sicuro non rimarranno in tasca al Committente!

Quest’ultimo infatti sarà obbligato a versare, entro il 16 del mese successivo, questa Ritenuta d’Acconto allo Stato tramite modello F24. Diventerà quindi Sostituto d’ Imposta. Avrà poi l’ obbligo di consegnare al Grafico, entro Febbraio dell’anno successivo, una Certificazione dell’avvenuto versamento dell’Imposta. Visto quanta burocrazia per un semplice lavoro?

La Ritenuta d’Acconto quindi può essere definita come un versamento in anticipo sulle future tasse del Professionista. Rappresenta in ogni modo un acconto, è quindi possibile che il Professionista debba completare il pagamento delle proprie tasse con un versamento successivo. Se sarà necessario incrementare il versamento delle tasse, o se basterà il versamento della Ritenuta d’Acconto lo spremo solo dopo l’invio della nostra Dichiarazione dei Redditi.

Abbiamo visto in quali casi ti sarà possibile utilizzare la Prestazione Occasionale, adesso analizzeremo in casi in cui sarà obbligatorio aprire una Partita IVA.

Lavorare Online: aprire una Partita IVA
Lavorare Online: aprire una Partita IVA

Lavorare Online: aprire una Partita IVA

  • Sarai quindi obbligato ad aprire una Partita IVA quando:
  • Lavorerai più di una volta l’ anno, o più di 30 giorni con lo stesso Committente
  • Vorrai far diventare le tue capacità una vera e proprio Professione
  • Vorrai pubblicizzare tramite il tuo sito, o tramite qualsiasi altro canale, i tuoi servizi
  • Vorrai risparmiare sulle tasse (già, è proprio così)

Iniziamo subito con una bella notizia. Aprire una Partita IVA per tutte le attività Professionali (webmaster, grafico, consulente, ec.. ) è GRATUITO. Mantenere aperta la propria Partita IVA negli anni non comporterà alcun costo!

Come aprire la Partita IVA Online?

Per aprire la propria Partita IVA sarà necessario scaricare dal sito dell’Agenzia delle Entrate il modello AA9/12. All’ interno di questo modello sarà necessario compilare tutti i campi richiesti, tra i quali sarà obbligatorio:

  • Inserire i propri dati anagrafici
  • Scegliere la sede della propria attività (può essere anche la propria residenza)
  • Scegliere il proprio Regime Fiscale
  • Scegliere il proprio Codice Ateco

Presentando il Modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate l’ apertura della Partita IVA sarà immediata. Non ti consiglio però di aprire la tua Partita IVA in autonomia, il rischio di sbagliare qualcosa è davvero alto. Ti consiglio infatti di rivolgerti ad un Commercialista o ad un Esperto di Contabilità, ti saprà consigliare al meglio sulla scelta del tuo Regime Fiscale e sul tuo Codice ATECO (a proposito Valerio ha scritto un pratico articolo dedicato proprio ai Codici Attività (ATECO) per chi lavora online).

La scelta più importante sarà quella del tuo Regime Fiscale. Ad oggi potrai scegliere tra 2 Regime differenti:

  • Regime Forfettario
  • Regime Ordinario o Semplificato

Se il tuo fatturato annuale sarà compreso tra 0 e 30.000 Euro annuali ti consiglio vivamente di scegliere il Regime Forfettario. Potrà garantirti notevoli vantaggi fiscali e contabili, e adesso te ne parlerò nello specifico.

Lavorare Online: il Regime Forfettario

Il Regime Forfettario è stato introdotto il 1 Gennaio 2015 e poi modificato definitivamente nel 2016. E’ stato ideato per tutti quei Professionisti, Freelance, Artigiani e Commercianti che per la prima volta si affacciano al mondo del lavoro, garantendo loro numerosi vantaggi fiscali e contabili.

È ideale dunque per tutti quei Professionisti che hanno deciso di lavorare online come Webmaster, Grafici, Consulenti SEO, Blogger che fatturano da 0 a 30.ooo Euro ed ecco quali sono i suoi Vantaggi.

Vantaggi del Regime Forfettario

È esente IVA – Il Regime Forfettario è esente dall’applicazione dell’ IVA. Questo significa che quando emetterai una fattura ad un tuo cliente non dovrai aggiungere l’ IVA ai tuoi compensi. Risulterai dunque molto più competitivo dei tuoi concorrenti che decideranno di lavorare con il Regime Ordinario o Semplificato: i tuoi prezzi saranno più bassi del 22%.

È esente Ritenuta d’ Acconto – Abbiamo visto precedentemente come chi lavora con Prestazione Occasionale è obbligato ad inserire la Ritenuta d’ Acconto del 20% ai propri compensi. Chi deciderà di lavorare con una Partita IVA nel Regime Forfettario invece, non avrà alcuna trattenuta ai propri compensi e riceverà dunque il 100% del proprio compenso stabilito!
Ha le tasse più basse – Il Regime Forfettario ha una tassazione Agevolata. La percentuale di tassazione IRPEF, detta Imposta Sostitutiva, è pari infatti al 5%. È la percentuale di tasse più basse in Europa.

Chi sceglie invece la Prestazione Occasionale o il Regime Ordinario o Agevolato sarà tassato dal 23% al 42%.

Ha una Contabilità Semplificata – Il Regime Forfettario oltre ad avere notevoli vantaggi fiscali, ha anche molte semplificazioni contabili. È esente infatti dalla compilazione e dall’invio della Dichiarazione IVA Trimestrale ed annuale. Ed è esente anche dall’invio degli Studi di Settore e dalla registrazione delle fatture.

Il Regime Forfettario però oltre ad avere dei notevoli Vantaggi fiscali e contabili ha anche degli Obblighi da rispettare.

  • Fatturato entro i 30.000 Euro – Il Regime Forfettario ha dei limiti da fatturato che bisogna rispettare. I Limiti vanno da 25.000 a 50.000 Euro a seconda dell’Attività Economica scelta. Per i Professionisti questo limite è fissato nella quota di 30.000 Euro. Chi dovesse fatturare oltre questo limite sarà costretto ad abbandonare il Regime Forfettario e ad accedere al Regime Ordinario o Semplificato;
  • Compensi da Lavoro dipendente entro i 30.000 Euro – Coloro che, oltre al lavoro da Libero Professionista, possiedono redditi da lavoro dipendente o assimilati (redditi da pensione), per poter accedere al Regime Forfettario non dovranno superare il limite di 30.000 Euro nell’anno precedente;
  • Spese per Collaboratori inferiori a 5.000 Euro – Coloro che sceglieranno il Regime Forfettario non dovranno sostenere spese per dipendenti o Collaboratoti superiori a 5.000 Euro annuali, pena l’ esclusione da questo Regime di Vantaggio.

In verità sono presenti altri Obblighi da rispettare. ti consiglio di richiedere una Consulenza al tuo Commercialista per verificare che tu possieda tutti i requisiti per accedere al Regime Forfettario.

Prestazione Occasionale o Regime Forfettario: chi vince?
Prestazione Occasionale o Regime Forfettario: chi vince?

Prestazione Occasionale o Regime Forfettario: chi vince?

Dopo aver analizzato vantaggi e svantaggi, pregi e difetti della Prestazione Occasionale e del Regime Forfettario posso concludere che il Regime Forfetario batte la Prestazione Occasionale 4 – 0. E’ più conveniente infatti utilizzare la Partita IVA nel Regime Forfettario per i seguenti motivi:

  • Non si pagherà la Ritenuta d’ Acconto. Coloro che utilizzeranno la Prestazione Occasionale vedranno diminuire del 20% i propri compensi, chi utilizzerà il Regime Forfettario invece no;
  • Si potranno detrarre i Costi Aziendali: chi utilizzerà la Partita IVA nel Regime Forfettario avrà la possibilità di detrarre i Costi Aziendali Forfettari pari al 22% ai propri compensi. Pagherà quindi le tasse e i Contributi Previdenziali su una quota minore. Chi invece utilizzerà la Prestazione Occasionale pagherà le tasse ed i Contributi Previdenziali sull’ intero compenso senza poter detrarre alcun Costo aziendale;
  • Si risparmieranno tasse. Il Regime Forfettario ha una tassazione agevolata pari al 5% per i primi 5 anni, diventerà poi 15% dal sesto anno in poi. La Prestazione Occasionale invece verrà tassata dal 23% al 42%;
  • Si potrà pubblicizzare la propria Attività: Chi sceglierà di utilizzare la Prestazione Occasionale non potrà possedere un proprio sito internet dove pubblicizzare i propri servizi. Chi invece sceglierà di aprire una Partita IVA potrà pubblicizzare la propria Attività Professionale

Alternativa al Regime Forfetario: il Regime Ordinario o Semplificato

In verità Esiste una terza alternativa alla Prestazione Occasionale ed al Regime Forfettario: il Regime Ordinario o Semplificato.

Dovrai scegliere di aprire una Partita IVA nel Regime Ordinario o Semplificato se:

  • Il tuo fatturato supererà il limite di 30.000 Euro annuali
  • Se possiedi già un Lavoro Dipendente e guadagni più di 30.000 Euro lordi annuali
  • Se deciderai di assumere dei dipendenti a tempo determinato o indeterminato per compensi superiori a 30.000 Euro annuali

Il Regime Ordinario o Semplificato d’ altra parte avrà una gestione totalmente diversa dal Regime Forfettario. Non saranno presenti infatti i vantaggi fiscali e contabili elencati prima.

La tassazione sarà compresa tra il 23% ed il 42%. Nelle fatture dovrai inoltre inserire l’ IVA. Sarai costretto quindi a registrare le tue fatture, ad inviare la tua Dichiarazione IVA Trimestrale ed Annuale ed ad inviare gli Studi di Settore.

Se dovessi fatturare fino a 30.000 Euro non prendere in considerazione l’ apertura di una Partita IVA nel Regime Ordinario o Semplificato.

Ma nello specifico quante tasse pagherà un titolare di Partita IVA?

Lavorare Online: quante tasse si pagano?

Questa è forse la domanda comune a tutti i Professionisti che hanno deciso di lavorare Online. Cercherò di spiegartelo con un esempio.

Ipotizziamo un webmaster, titolare di Partita IVA nel Regime Forfettario che fatturi 25.000 Euro Lordi in un anno.

Il primo passo sarà quello di calcolare il Reddito Lordo. Per fare questo dobbiamo sottrarre dal Fatturato Lordo (25.000 Euro) i Costi Aziendali.

Lavorare Online: quante tasse si pagano?
Lavorare Online: quante tasse si pagano?

Nel Regime Forfettario i Costi Aziendali sono forfettario, ciò significa che lo Stato ha deciso una percentuale di costi a tavolino da calcolare sul Fatturato Lordo. Questa percentuale, detta Coefficiente di Redditività, per i Professionisti è pari al 22%.

Basterà quindi sottrarre il 22% di Costi Forfettari al nostro Fatturato Lordo per trovare il Reddito Lordo. Sarà pari quindi a 19.500 Euro (25.000 – 22%).

Sul Reddito Lordo possiamo adesso calcolare le nostre tasse ed i nostri Contributi Previdenziali.

Le tasse (Imposta Sostitutiva) abbiamo detto essere pari al 5%. Nel nostro esempio dunque saranno pari a 975 Euro (il 5% di 19.500 Euro).

Per i Contributi Previdenziali invece è necessaria una premessa. Tutte le attività professionali verrano iscritte alla Gestione Separata INPS. Questa particolare sezione prevederà il pagamento dei propri Contributi Previdenziali in percentuale sul proprio fatturato, quindi senza alcun costo fisso annuale.

Chi invece aprirà la propria Partita IVA con una Attività Economica inclusa nella categoria Commercianti o Artigiani, incede pagherà i propri Contributi Previdenziali con delle quote fisse trimestrali, circa 900 Euro.

Anche in questo caso chi ha aderito al Regime Forfettario potrà godere di alcuni benefici. Sarà possibile infatti richiedere l’ abbattimento del 35% di questi contributi fissi che passeranno quindi a circa 600 Euro trimestrali.

In ogni caso un Professionista, un webmaster, un Grafico, un Consulente non pagherà alcuna quota fissa annuale. Pagherà infatti i propri Contributi Previdenziali in percentuale sul fatturato e SOLO se fatturerà. Questa percentuale sarà pari al 25,72% da calcolare sul Reddito Lordo.

Nel nostro esempio quindi i Contributi Previdenziali saranno pari a 5.015 Euro (il 25,72% di 5.000 Euro).

In conclusione, il nostro Webmaster che fattura 30.000 Euro pagherà solo 975 Euro di tasse e 5.015 Euro di Contributi Previdenziali. Al netto dei versamenti il suo guadagno sarà pari a 19.010 Euro.

Se avesse utilizzato il Regime Fiscale Ordinario o Semplificato avrebbe invece dovuto versare il 22% (circa 5.500 Euro) di IVA allo stato, avrete poi subito una tassazione del 23% (contro il 5% del Regime Forfettario).

Scegliendo il Regime Forfettario ha quindi risparmiato migliaia di Euro in tasse!

Lavorare Online: Quanto costa un Commercialista?

A seconda delle città e di vari canoni ogni commercialista e professionista ha il suo tariffario, sempre più persone ultimamente cercano invece un commercialista online che possa seguire a distanza la propria attività abbattendo una serie di costi.

Un commercialista classico per la gestione della contabilità di un Professionista o di un Freelance che opera nel Regime Forfettario ha una parcella media che oscilla fra i 1.000 ed i 1.200 € l’anno.

Il mio servizio di consulenza online, invece, ti permetterà di avere l’apertura della Partita Iva, tenere la tua contabilità, inviare la dichiarazione dei redditi ed offrire una consulenza completa 365 giorni l’anno.

Il canone, per tutto ciò, sarà di soli 39,00 € al mese, naturalmente già comprensivi di IVA.

Solo per chi decide di aprire la Partita IVA nel Regime Forfettario, puoi compilare il modulo qui di seguito per richiedere una consulenza di Giampiero Teresi, autore di questo articolo:

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