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I Mezzi Pubblicitari Classici Subiscono La Crisi: Dati Primo Trimestre 2013

I Mezzi Pubblicitari Classici Subiscono La Crisi: Dati Primo Trimestre 2013

I Mezzi Pubblicitari Classici Subiscono La Crisi: Dati Primo Trimestre 2013

I dati rilevati da Nielsen sui mezzi pubblicitari classici sono chiari: durante il primo trimestre del 2013 tutti i mezzi pubblicitari classici (Radio – Televisione – Giornale) hanno subito una variazione in negativo del 18% circa.

Dato pesante che si distribuisce sui vari mezzi ad esclusione dell’outdoor che ha segnato un +8,4% e di internet, che ancora una volta segna un +, anche se abbastanza contenuto: +2,1%.

Non c’è poi un settore merceologico che subisce un calo più pesante degli altri, il calo è trasversale ed ha coinvolto tutti: settore alimentare, automobili, telecomunicazioni, farmaceutico – sanitario, media – editoria: tutti hanno ridotto il budget in maniera rilevante, con tagli che si sono attestati fra il quindici ed il trenta per cento.

E’ evidente che questi dati sono il risultato della crisi economica e dell’incertezza politica che si è protratta sia nel periodo pre elettorale sia subito dopo le elezioni per diverso tempo. E purtroppo non è prevista nessuna inversione di tendenza per il secondo trimestre, anche se si spera che nel medio termine comincino ad essere adottate una serie di misure di sostegno per la crescita economica (si parla di allentamento di vincoli di stabilità ed erogazione dei crediti della pubblica amministrazione verso le imprese, leggerimento del carico fiscale e molto altro).

Tutti i principali gruppi editoriali hanno segnato dati in calo: -19,4% per i ricavi pubblicitari di Mediaset (che soffre già dal 2012 una fase recessiva). Il gruppo Mediaset rimane comunque fedele all’attuazione del piano triennale 2012 – 2014 già annunciato negli anni passati, che prevede una riduzione della spesa (si parla di una riduzione strutturale), pur restando focalizzati sul consolidamento delle quote nei mercati pubblicitari e nella generazione di cassa e profittabilità.

Mondadori pubblicità chiude il primo trimestre con un calo notevole: 29,9 milioni contro i 42,2 milioni generati nel 2012: l’azienda punta al taglio dei costi ed al recupero della redditività.

Anche in Francia la pubblicità perde il 16,1% al netto dei cambi merce e l’aria digitale registra segnali positivi.

Mediamond chiude con un +38%, R101 perde il 18,8% RCS MediaGroup consegue ricavi netti per 285,3 milioni contro i 343,2 del primo trimestre 2012.

Il Gruppo L’espresso chiude con un -16,3% mentre la stampa in generale registra il calo più significativo: -24,2%, seguita dalla radio con un -18,2% mentre si trova un +7% di internet.

Tutte le aree di pubblicità tradizionale segnano dunque una flessione a causa del decremento dei ricavi pubblicitari, ne risente comunque sempre di più la stampa nazionae ed i quotidiani locali in parte “tengono botta”.

Tu cosa ne pensi di questi dati? Vuoi dire la tua? Lascia un commento, oggi stesso, su Monetizzando.com.

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