Viral Marketing

Il Viral Marketing: la tecnica del passaparola del nuovo millennio.

Il Viral Marketing: la tecnica del passaparola del nuovo millennio.

Ha conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione Pubblica, d’Impresa e Pubblicità, con indirizzo “Comunicazione d’impresa e Pubblicità” Giorgio Turrisi, una persona alla quale sono particolarmente legato perché è mio cugino.

Non potendo partecipare alla discussione della tesi per impegni lavorativi mi son fatto inviare un Pdf della sua tesi, dal titolo “Dalla persuasione occulta alla pubblicità personale: l’evoluzione del rapporto tra produttore e consumatore”, che vede come relatore il Prof. Fabio Massimo Lo Verde.

Avendo apprezzato alcuni punti trattati nella tesi in maniera interessante, ho deciso di regalare questo post alla sua Laurea, pubblicando un estratto della tesi relativo al Viral Marketing, buona lettura.

Il Viral Marketing è una strategia che porta la tecnica del passaparola nel nuovo millennio, reinterpretandola in chiave moderna grazie alle nuove tecnologie ICT.

Per Marketing Virale si intendono infatti tutte quelle strategie di comunicazione che stimolano i destinatari del messaggio a diventare essi stessi mezzi di diffusione, grazie all’interazione con altri utenti, incrementando così la crescita della sua notorietà ed influenza.

Tale metodo di diffusione è definito virale poiché avanza autonomamente, senza necessità di ulteriori input da parte dell’emittente – l’impresa, nel caso specifico – che definisce solo il messaggio ed il meccanismo con il quale esso andrà veicolato.

Idea Virus

Importante per la divulgazione massiva del messaggio virale è l’efficacia dell’ideavirus, ovvero l’idea che fonda il messaggio stesso, la quale deve essere capace di propagarsi rapidamente ed influenzare le persone attraverso la creazione di valore; dev’essere un’idea del quale vale la pena parlarne, proposta inizialmente ad un primo gruppo di utenti definito “target primario”, che attiverà poi il processo di viralizzazione dando così il via al contagio.

E’ necessario comunque che l’ideavirus sia sempre finalizzata a raggiungere l’obiettivo della campagna e che abbia coerenza con il posizionamento della marca (Godin 2001).

Il termine Viral Marketing viene coniato nel 1997 da Steve Jurveston e Tim Draper per descrivere il primo caso di marketing virale che fece raggiungere al provider di posta elettronica Microsoft Hotmail i 12 milioni di utenti in appena 18 mesi di campagna pubblicitaria, grazie ad una sola riga di testo inserita alla fine di ogni messaggio inviato dai propri utenti ai loro contatti personali, nei quali si consigliava di provare il servizio di posta gratuito (Artusi 2008).

Hotmail ed il viral marketing

E’ possibile attivare una strategia di viral marketing anche in contesti tradizionali ma è nell’ambiente digitale, nel web, che il viral trova la sua ragion d’essere, dati una serie di vantaggi legati all’utilizzo dei new media, quali appunto:

  • La velocità di diffusione, attraverso la molteplicità dei mezzi e dei codici comunicativi a disposizione;
  • L’ampiezza del network potenziale;
  • Possibilità di raccolta dati;
  • Possibilità di misurazione dei risultati ottenuti

Come espressione di questa forma di marketing, che sfrutta il passaparola digitale, hanno spopolato negli ultimi anni i video virali.

L’ascesa del viral video è stata resa possibile grazie allo sviluppo di nuovi dispositivi portatili quali ad esempio gli smartphone ed i tablet, la possibilità di poter condividere in tempo reale i propri contenuti ovunque uno si trovi, ma sopratutto grazie alla nascita di YouTube, la prima piattaforma web di visualizzazione e video sharing al mondo, che raccoglie filmati provenienti da tutto il globo terrestre.

Fondata nel febbraio 2005, YouTube consente a miliardi di persone di scoprire, guardare e condividere video originali creati dagli utenti, costituendo la più grande piattaforma di distribuzione di contenuti video caricati da autori o inserzionisti. Attualmente è uno dei siti più visitati in assoluto insieme al social network Facebook ed il noto motore di ricerca Google, proprietario della stessa YouTube.

L’effetto di virilità del video (ciò che rende un filmato virale e difendibile ampiamente dagli utenti) è un risultato che non si può stabilire a priori ed è molto spesso imprevedibile; per tale ragione risulta di vitale importanza, affinché la diffusione di un contenuto brandizzato – ovvero, che contiene un’informazione pubblicitaria legata alla marca – abbia successo, prendersi cura dell’aspetto distributivo del messaggio, così che possa espandersi sul web in maniera ramificata.

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