SEO e Indicizzazione

Negative SEO e Sicurezza SEO

Negative SEO e Sicurezza SEO

Non riesci ad ottenere una buona visibilità sui motori di ricerca? Allora puoi provare a distruggere i competitor…

Questo è il Negative SEO, che in passato si è chiamato anche in altri modi tra cui Google Bombing, Google Washing, GoogleBowling, Sabotaggio Seo.

La domanda comune è “ma si può fare veramente”? Oppure è solo un mito?

La risposta è SI, esiste, si può essere colpiti (per carità non parliamo di come farlo ad altri, parliamo solo di giusta difesa) anche se non è facile come sembra.

Google stesso ha ammesso in passato la possibilità che qualcuno possa riuscire ad abbattere il sito.

Già nel 2007 http://www.forbes.com/2007/06/28/negative-search-google-tech-ebiz-cx_ag_0628seo.html si parlava di queste tecniche e Matt Cutts ammise che era difficile, ma possibile e che comunque Google lavorava duro affinché ciò non succedesse.

E infatti nella pagina di Google https://support.google.com/webmasters/answer/34449?hl=en ora c’è scritto che “Google works hard to prevent other webmasters from being able to harm your ranking or have your site removed from our index” (Google lavora duro per prevenire che altri webmaster possano danneggiare il ranking del sito o rimuoverlo dall’indice). Prima invece era categoricamente escluso che altri webmaster potessero danneggiare altri siti web.

La possibilità del Negative nel corso del tempo si è aggravata poiché i fattori OFF Page che determinano il ranking di un sito su Google sono diventati sempre più importanti e quindi sempre meno controllabili dai proprietari dei siti. E quindi se non si fa attenzione qualche maleintenzionato può effettivamente danneggiare il nostro sito web.

Attenzione, la maggior parte delle volte è colpa tua non degli altri!

C’è da dire però che la maggior parte dei problemi (nella mia esperienza almeno il 90%) erroneamente attribuiti alla Negative SEO sono autoinflitti, dipendono più da problemi strutturali del sito (o di ciò che gravita attorno al sito come ad esempio i link inboud) che da persone esterne “invidiose e cattive”.

Ad esempio problemi di duplicazione delle pagine, oppure di TAG Excess, oppure quando si permette a Google di indicizzazione le ricerche interne al sito creando così un numero altissimo di pagine poco utili e molto simili tra di loro.

Vediamo ora di capire in che modo si può sferrare un attacco Negative SEO in modo poi da prendere le dovute precauzioni:

  • Si individuano prima di tutto i punti deboli del progetto web (parlo proprio di progetto, quindi punti deboli sul sito o all’esterno del sito);
  • Si sfruttano queste debolezze per creare “strutture” che violano la policy di Google;
  • A questo punto si fa uno Spam Report su Google denunciando il sito che “fa” proattivamente operazione sporche (mentre in realtà le subisce).

 

Quindi come difendersi da queste azioni?

Intanto controllare bene il proprio sito web per eliminare tutti gli errori e le debolezze.

Se il sito è grande l’utilizzo di software che simulano la scansione del sito web come XENU o ScreamingFrog aiuta parecchio per identificare link errati interni, pagine non esistenti o pagine che non dovrebbero esistere.

E’ bene poi controllare giornalmente (o quasi) il Google Webmaster Tools per verificare la salute del sito e capire se ci sono anomalie.

Periodicamente è bene anche dare un’occhiata ai log del server per identificare eventuali comportamenti strani.

Nelle slide dell’intervento tenuto a WebReevolution ci sono degli esempi di debolezze strutturali di siti web come ad esempio il case insensitive in molti sistemi basati su Microsoft Windows che può creare duplicazioni, oppure la NON corretta gestione dei sottodomini, o ancora il non controllo sulla correttezza dei parametri delle URL.

Poi si devono controllare tutti i link che il proprio sito riceve e valutarli ad uno ad uno chiedendone l’eliminazione oppure inserendoli nel file disavow.
E’ un’operazione onerosa e va fatta sistematicamente anche perché il Penguin Update non perdona. Per valutare i link sono di aiuto dei software specifici come ad esempio Majestic Seo, Link Detox (di Link Research Tools) e simili. Velocizzano di molto il processo di identificazione di link entranti, ma la valutazione della bontà (o della tossicità) di ognuno di essi va fatta manualmente.

Un altro problema può essere la cancellazione dei link Buoni che si ricevono facendoli dirottare verso altri siti. Anche qui ci sono dei tool che monitorano i link persi (ad esempio Majestic SEO) e ci segnalano eventuali anomalie.

Insomma quando si parla di sicurezza e di salute dei siti web web, dobbiamo anche dare il giusto perso alle attività SEO nell’ottica di prevenire eventuali problemi e di salvaguardare i ritorni del nostro sito web.

Sono attività molto spesso sottovalutate a causa dei ridotti budget a disposizione. Ma i problemi che ne possono scaturire possono inficiare interi progetti Internet. Tenetene sempre conto.

Luca Bove (http://luca.bo.ve.it),  lavora in Im Evolution srl  si occupa di SEO e di Internet Marketing dal 2000.

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