Affiliate Marketing

I Pirati dell’Affiliate Marketing ed il Brokerering / Arbitrage delle Campagne CPA?

I Pirati dell’Affiliate Marketing ed il Brokerering / Arbitrage delle Campagne CPA? Dal 2008, su Monetizzando.com®, parlo di guadagno onlineaffiliazioni e web marketing, oggi voglio raccontarti come, negli ultimi 16 mesi, il modo di fare affiliate marketing e di lavorare con le affiliazioni sia cambiato radicalmente, buona lettura.

Se vogliamo, il concetto di affiliate marketing è stato semplicemente trasformato, ed oggi si ha una visione molto più ampia di come funzionano le affiliazioni ed i network di affiliazione: ricordo che, fino a 16 mesi fa, dire “guadagno con le affiliazioni” veniva considerato dai più come un qualcosa “non a lungo termine” e “non redditizio”.

Oggi gli affiliate marketer vengono visti come i guru ed i leader che possono aiutarti a trasformare la tua vita e guadagnare cifre importanti grazie alle affiliazioni.

E non è un caso che, negli ultimi 16 mesi, ho visto io stesso fiorire svariati corsi sull’affiliate marketing ed infoprodotti sull’argomento: in Italia, l’interesse per il mondo delle affiliazioni online è più vivo che mai, ed anche i network di affiliazione nascono sempre più di frequente proponendo ogni genere di campagne pubblicitarie, ma torniamo al titolo dell’articolo… I pirati dell’Affiliate Marketing, che prende spunto dal celebre film “I pirati della Silicon Valley”, dove si racconta la storia di Microsoft ed Apple…

Il vecchio modo di concepire le affiliazioni e l’affiliate marketing

Fino a qualche anno fa, fare affiliate marketing significava:

  • Per i newbie (spesso persone bannate da AdSense): iscriversi a quanti più network di affiliazione possibile, inserire i banner di varie campagne, generare qualche clic, non vedere conversioni, e sentenziare che “le affiliazioni non funzionano”;
  • Per il livello intermediate: iscriversi a network di affiliazione, creare contenuti o cercare contenuti ben posizionati sul proprio sito in cui inserire pubblicità in target e generare qualche conversione, riuscendo a guadagnare cifre anche interessanti;
  • Per il livello advanced: creare un sistema di cashback, buoni sconto o similari e proporre tutte le campagne in affiliazione sulla logica del cashback, guadagnando così commissioni interessanti dall’intermediazione e creando dei portali di aggregazione offerte utili per gli utenti (e sopratutto per le tasche degli ideatori)

Poi c’erano altre due categorie molto interessanti:

  • I proprietari di liste di indirizzi email o che acquistavano email per fare Direct Email Marketing (DEM, per maggiori informazioni leggi Informazioni sulle DEM: Guadagnare Online?): avendo database (db) di centinaia di migliaia di indirizzi email è possibile generare commissioni incredibili se si trovano le campagne giuste ed il target giusto
  • I proprietari di siti border line o con molto traffico che facevano scaricare software pay per download, guadagnando ottime commissioni con queste campagne (che poi installavano su computer software spyware e similari

Questa era la classificazione standard di chi lavorava con le affiliazioni fino a qualche tempo fa. Ma chi sul web c’è già da molto tempo, si ricorderà sicuramente il mondo dell’arbitraggio con Google AdSense e dei siti Made for AdSense (inutile dirlo, su Monetizzando.com®, ho parlato dell’argomento parecchie volte, leggi ad esempio Google e l’Arbitrage: Cosa è? Come funziona?): in pratica si creava un sito, si portava traffico sul sito a basso costo sfruttando google adwords e si guadagnava sul margine ottenuto dalla pubblicità di Google AdSense e sul CPC maggiore rispetto a quello pagato su AdWords.

Affiliate Marketing di Oggi: Brokering e Arbitrage?

Se l’arbitraggio con AdSense è roba “d’altri tempi” (secondo alcuni), oggi l’arbitraggio si è fondamentalmente spostato sul mondo delle affiliazioni (anche se, a dirla tutta, conosco affiliati che lavoravano con questo sistema parecchi anni fa, almeno nel 2010 – 2011).

In pratica oggi molti affiliati di successo lavorano in questo modo:

  • Non si interessano del posizionamento e della SEO (troppo lenta e poco scalabile)
  • Non si interessano degli indirizzi email (a meno che non siano utili per fare il lookalike e creare pubblici simili con Facebook Ads)
  • Non si interessano di avere un sito internet
  • Sfruttano Facebook e sopratutto altre Traffic Source (con particolare attenzione al mobile) per veicolare quanto più traffico possibile sulle campagne in affiliazione;
  • Sfruttano tracker e software di analisi per tenere traccia di tutto ciò che avviene sulla campagna pubblicitaria, facendo A/B/C/D test per ottimizzare al massimo le conversioni
  • Sfruttano i Cloacker per evitare i ban degli account pubblicitari
  • Guadagnano (e anche parecchio) sul margine delle campagne pubblicitarie in affiliazione

In pratica si guadagna sulla differenza fra commissione della campagna in affiliazionecosto del traffico.

C’è da dire che a questi costi chiaramente bisogna aggiungere anche:

  • Costo di software spying / tracking / cloacking
  • Costo per lo sviluppo delle landing page / software per la gestione di landing page

E’ evidente che questo metodo paga (a paga anche bene), e sono personaggi del calibro di Charles Ngo, giusto per fare un nome, ad aver diffuso una nuova cultura dell’affiliate marketing, anche se poi c’è anche chi opta per una strada alternativa: creare comunque un sito sul quale lavorare lato SEO e per costruire un asset e contemporaneamente sfruttare le varie traffic source per portare quanto più traffico possibile e scalare le campagne in affiliazione.

E tu come lo vedi oggi il mondo dell’affiliate marketing? Dì la tua in un commento, su Monetizzando.com®, oggi stesso,

buon lavoro e buon guadagno online,

Valerio

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