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La Pubblicità Online Infastidisce gli Utenti? Formati Invasivi o Native Adv?

Davvero il native advertising piace a tutti gli utenti? Davvero i formati “in read” sono così graditi? Vediamo cosa ne pensa un utente del web, che, come avrai modo di leggere, non è propriamente “affascinato e piacevolmente stupito” di alcuni nuovi formati pubblicitari…

Recentemente mi è capitato, su Facebook, di leggere un commento “piccato” (per non dire incazzato) di un amico verso alcuni formati pubblicitari online, fra questi spiccano “la pubblicità in mezzo agli articoli”, “la pubblicità sonora che parte in autoplay” e qualche altro annuncio. Penso che quest’articolo possa diventare un punto di riferimento per tutte le persone che vogliono dare il loro contributo e migliorare da un lato i formati pubblicitari disponibili sul web e, dall’altro lato, le forme di monetizzazione disponibili in rete, buona lettura.

Prima di riportare la sua testimonianza, però, segnalo una serie di approfondimenti sul Native che potete trovare su Monetizzando.com:

Navigare su internet è diventato un vero e proprio percorso a ostacoli. Non c’è pagina che si guardi che non rechi con sè pop-up, pubblicità sonore che partono in automatico e che ti fanno saltare sulla sedia, finestre che si ingrandiscono e occupano la visuale su ciò che stai leggendo. Danno veramente fastidio.

Quindi ho deciso di fare una scelta di consumo critico, impegnandomi a non comprare nulla che sia pubblicizzato con metodi invasivi.

Intendiamoci, sono il primo a capire che certi siti, sopratutto i più piccoli, senza pubblicità non potrebbero “campare” (sopravvivere) le persone che lavorano sui contenuti.

Ma c’è un limite a tutto, anche del rispetto dell’utente internet.

Quindi darò a questi signori esattamente il contrario di ciò che vogliono. Non comprerò MAI un prodotto pubblicizzato con strumenti molesti.

L’avviso pubblicitario scorretto, quale quello che si finge qualcos’altro per farsi cliccare (tipo un articolo pseudoscientifico su diete improbabili), non avrà MAI la mia attenzione.

Se sei un pubblicitario, devi saperlo fare, se no cambi lavoro. Siamo tutti bravi a interrompere ciò che stai guardando e spararti in faccia uno spot a tutto volume. O fare partire musiche non richieste mentre si legge su un sito.

Bisogna essere pubblicitari veri, professionisti, per creare un riquadro ai margini della pagina che attiri la tua attenzione e stimoli la tua curiosità.
La pubblicità che lascia a te la scelta se guardarla o meno è la pubblicità che apprezzo.

Non devi comprimere la mia libertà se vuoi che ti guardo. Devi solo stimolare la mia curiosità, non rompermi le palle. Se non ci riesci è un problemo tuo, quindi ho pensato di proporre uno statuto:

Lo statuto dell’utente internet consumatore

  1. Se sto leggendo un articolo e la vostra pubblicità si mette in mezzo, non lo compro
  2. Se sto leggendo qualcosa e parte una pubblicità sonora senza che io abbia premuto niente, non lo compro
  3. Se spuntano più di due pubblicità mentre leggo qualcosa, non lo compro e non andrò più in quel sito
  4. Se aspetto del tempo in più per vedere un video, non lo compro
  5. Se il video fa fatica a caricare perchè deve caricare prima la pubblicità, non lo compro e mi impegno personalmente per non farlo comprare.
  6. Se la pubblicità si spaccia per qualcos’altro per trarmi in inganno, tipo un articolo pseudoscientifico su diete improbabili o fantasmatici concorsi a premi inesistenti, non ci clicco nemmeno sopra.

Questa scelta io la porto fino in fondo. Ciò significa che se per guardare un video su Youtube sono costretto a sorbirmi una pubblicità per potere procedere oltre, senza possibilità di saltarla, levo l’audio e apro un altra finestra e faccio altro finchè non è finita.

In questo modo non saprò mai nemmeno di che prodotto si tratta e se può interessarmi. Esagerato? Estremista? Si. Ma la guerra è guerra. E la vostra invadenza mi ha stancato.

Se lo faccio solo io non vi cambia molto, è vero. Certo se questa idea di consumo critico cominciasse a girare…”

Ringrazio Gaetano per avermi dato questo interessantissimo spunto e passo la palla ai commenti di quest’articolo, voi consumatori, e voi pubblicitari, cosa ne pensate? Vi va di rispondere a Gaetano?

Lasciate il vostro commento, e se vi interessa il tema comunicazione digitale, pubblicità e marketing, iscrivetevi alla newsletter di Monetizzando.com!

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One Comment

  1. Assolutamente d’accordo con chi scrive!
    E lo dice uno che, come me, sta pensando di iniziare a fare “qualcosa” (che ancora non ha ben definito) nell’ambito della pubblicità on-line, ma che sia ONESTA ed ETICA.

    Un qualcosa che dia in formazioni a chi le sta cercando, e non inganna chi sta facendo/cercando altro.

    Insomma, mettersi prima dalla parte del cliente e pensare “mi farebbe piacere entrare in questo spazio?”

    C’è da precisare che a volte (molte) la colpa non è del prodotto pubblicizzato, ma di chi pubblicizza (magari aderendo a campagne, ecc.) quello che si può fare da consumatori è informare l’azienda pubblicizzata, informando delle pratiche “fastidiose” adottate da alcuni publishers.

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