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Come Funziona il Real Time Bidding?

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Abbiamo parlato qualche giorno fa di “Cosa è il Real Time Bidding“, oggi vogliamo dedicarci a spiegare, con parole semplici, come funziona il Real Time Bidding.

Nel mondo del Real Time Bidding entrano in gioco diverse figure:

– Anzitutto i proprietari di spazi pubblicitari invenduti, che vogliono comunque “monetizzare” anche questi spazi, in qualche modo (meglio guadagnare qualcosa in meno che non guadagnare proprio da questi spazi!);

– Entrano in gioco gli Ad-Exchange (sono piattaforme tecnologiche che facilitano l’acquisto e la vendita di spazi pubblicitari da più siti internet e più clienti, per maggiori informazioni puoi leggere la pagina di Wikipedia “Ad exchange” in inglese) che chiaramente fanno parte di un circuito RTB (Real Time Bidding);

Questi due “attori” entrano dunque in contatto e lavorano sin da subito: l’Ad Exchange si occupa infatti di mettere in asta gli invenduti dei siti internet ogni volta che questi sono disponibili, le aste che vengono create possono così partire sia da un prezzo minimo che da 0.

– A questo punto arrivano le Demand Side Platform (DSP, sono sistemi che permettono di gestire più ad exchange e data exchange tramite una sola interfaccia. I professionisti di marketing possono così gestire le loro offerte per i banner ed il prezzo da offrire in base ai dati in loro possesso, veicolando pubblicità direttamente ad un target ben preciso, per maggiori informazioni puoi leggere la pagina di Wikipedia “Demand-Side Platform” in inglese).

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– Ecco dunque che si passa finalmente agli acquirenti: le agenzie e le concessionarie pubblicitarie accedono alla piattaforma, caricano i banner delle campagne che hanno in quel momento a disposizione ed inseriscono tutte le informazioni che possono essere utili per rendere la campagna più performante: prezzo massimo, posizionamento all’interno della pagina web dell’annuncio, target, localizzazione, ora di pubblicazione, …).

A questo punto la piattaforma DSP si occupa di tutto: sarà la piattaforma a stabilire quanto offrire per una determinata impression, è sempre la piattaforma a comunicare con l’Ad-Exchange per far visualizzare l’annuncio e vince chi offre la cifra più alta per quella deterimnata impressions.

Chiaramente tutto questo avviene in tempi rapidissimi, tanto che gli utenti non si accorgono di tutto questo processo, e visualizzano subito il banner, senza sapere che a volte, dietro un banner, c’è un procedimento così “lungo e complicato”.

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Spero che quest’articolo ti sia stato utile ed abbia spiegato in maniera semplice come funziona il Real Time Bidding, se hai altre domande, come sempre, puoi lasciare un commento su Monetizzando.com.

Buon lavoro e buon guadagno in real time on line,

Valerio

Real Time Advertising

Grazie alle nuove tecnologie è possibile selezionare, qualificare, acquistare (e vendere) la pubblicità attraverso quello che viene definito “trading delle impression” pubblicitarie in tempo reale, esattamente come avviene quotidianamente con le azioni o meglio con i titoli azionari nei mercati finanziari.

Gli editori da un lato e le concessionarie di pubblicità (che fanno parte dell’offerta) mettono infatti a disposizione il loro bacino di impression (che in gergo tecnico si chiama inventory) su quelli che sono definiti “mercati virtuali di scambio” o advertising exchange (o ancora su piattaforme dette Supply Side Platform) con l’obiettivo di massimizzare i ricavi che possono essere ottenuti attraverso tutti i canali di vendita.

Dall’altro lato troviamo quelle che vengono chiamate “Demand Side Platform”, piattaforme che permettono ad agenzie e centri media di competere in tempo reale con il resto del mercato per l’acquisto delle impressions.

Durante il processo di acquisto e di offerta in realtà entra in gioco anche un altro meccanismo, o meglio un algoritmo che si chiama “Decision Engine”, che permette di “capire” se l’impression in vendita soddisfa il target richiesto e la verifica attualmente avviene attraverso l’analisi dei cookie forniti da attori specializzati: i data provider.

Il data provider consente dunque, attraverso i cookie, di selezionare il target in base ad una serie di parametri sociodemografici, geografici, comportamentali (interesse, propensione all’acquisto, …).

Le piattaforme di acquisto di spazi pubblicitari vengono così istruite per acquistare solamente le impression che corrispondono al target ricercato ed allo stesso tempo ad evitare ed escludere tutte quelle che possono essere possibilità di spreco dell’investimento pubblicitario.

Tutto questo dovrebbe portare a due grandi vantaggi: da un lato evitare spreco di denaro nel mostrare annunci pubblicitari ad utenti non interessati al nostro prodotto / servizio, dall’altro lato una grande precisione ed un gran controllo sul target e sulle persone che visualizzano un determinato annuncio pubblicitario.

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