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Riflessioni sull’Affiliate Marketing e sui Social nel 2016

Riflessioni sull’Affiliate Marketing e sui Social nel 2016 – E’ venerdì, sono le 11.40 e comincio a scrivere quest’articolo dopo aver dato una occhiata al mio stream di notizie su Facebook. Da mesi noto come il mondo dell’affiliate marketing è cambiato, ma cosa c’è di diverso? E cosa accade sui social?

Non siamo ancora arrivati al 50% ma secondo me al 30% ci siamo di sicuro: sullo stream di facebook, almeno sul mio stream del lavoro, appaiono almeno il 30% di annunci sponsorizzati che promuovono corsi, infoprodotti, guide, prodotti gratuiti ed ebook sul marketing.

Che sia network marketing, affiliate marketing, web marketing o info marketing poco importa, tutto ruota intorno al mondo del marketing. Ma non è solo questo.

Il mondo dell’affiliate marketing è decisamente cambiato. Quando ero affiliate e merchant manager in Sprintrade, ricordo, a fare affiliate erano pochi. Le campagne che andavano più di moda erano sicuramente di due tipi:

  • I sondaggi remunerati (e c’era gente che si faceva parecchi soldi con i sondaggi, ricordo che creai anche io una pagina su monetizzando.com che esiste ancora, sondaggi pagati
  • Le campagne pay per download: generalmente erano programmini che proponevano di scaricare piccoli software magari per vedere programmi e film in streaming (cosa assolutamente illegale, ma che funzionava parecchio bene, e, a dirla tutta, ancora oggi esistono siti di film in streaming)

Qualche anno dopo poi ci fu in Italia il boom delle DEM, il Direct Email Marketing (per maggiori informazioni leggi Guadagnare Online: DEM e Lead Generation), campagne pubblicitarie inviate tramite email che generavano ritorni incredibili (era il tempo in cui tutte le compagnie telefoniche facevano DEM con promozioni “Passa a” e pagavano i lead molto bene).

Gestendo un portafoglio di più di 200 affiliati potevo vedere cosa succedeva nel panorama, quali erano le campagne che convertivano di più, come gli affiliati promuovevano le campagne e ottenevano risultati. A quei tempi facebook praticamente non veniva usato per fare pubblicità e alcuni affiliati sfruttavano benissimo Adwords e l’arbitraggio per generare profitti molto interessanti sulle campagne.

Ed oggi? La situazione è completamente diversa.

Lo stato dell’affiliate marketing nel 2016

E’ inutile nascondersi dietro un dito: oggi, nel mondo dell’affiliate, c’è tanto black: sempre più persone promuovono campagne border line o definite da alcuni vere e proprie truffe (solo per fare qualche esempio le campagne che promettono guadagni milionari con le opzioni binarie, le campagne in abbonamento spacciate come servizi gratuiti oppure con landing page create ad hoc per far credere all’utente che possa ottenere un beneficio immediato in pochi clic).

Molti affiliati oggi hanno scoperto il mondo del Media buying: comprare traffico e dirottarlo direttamente sulle campagne pubblicitarie in affiliazione, magari senza sito internet ma sfruttando un cloaker (anche se, a dirla tutta, i più esperti preferiscono crearsi delle landing ad hoc).

Ma non finisce qui: il mondo dell’affiliate oggi è fatto di Spy Tools, strumenti che spiano quali sono le landing concorrenti su una determinata campagna, cercano di individuare target, interessi e quante più informazioni possibili, e così gli affiliate che possono permettersi questi strumenti guadagnano copiando landing page, advertorial, campagne e sopratutto gli annunci pubblicitari.

E’ un mondo dove spesso si sente parlare di Ban di account Facebook (proprio per le inserzioni molto border line, se non completamente fuori dal regolamento di facebook) e dove la parola d’ordine è scalare, ovvero portare al massimo profitto una campagna.

Ed è infine un mondo dove sempre più persone si propongono di insegnare a fare affiliate marketing: su facebook sono centinaia i post pubblicati che leggo ogni giorno in cui ci si attacca a vicenda, ognuno tira acqua al suo mulino, e si propone come leader con la sua cerchia di influenza.

Come vedo io i social e l’affiliate marketing

Chi mi conosce sa che non sono mai riuscito a creare un corso sull’affiliate marketing o un ebook/infoprodotto. Mi ripropongo da anni di farne uno, e finora l’unico corso che ho fatto è stato merito di Jacopo Samo Matteuzzi che mi ha invitato a fare un video corso sul guadagno online (Come guadagnare online: Video corso Monetizzando.com®).

Il fatto è che a mio avviso è possibile guadagnare con le affiliazioni anche lavorando in maniera professionale, sfruttando il traffico organico (la SEO, per intenderci) e magari veicolando traffico su un proprio sito o dei contenuti tramite Facebook Ads o altre fonti di traffico.

Ma non c’è bisogno di fare tanta pubblicità su facebook, di proporsi come leader, di attaccare e criticare chiunque o di parlar male di chi fa determinate scelte: fortunatamente c’è spazio per tutti, e c’è spazio anche per fare le cose bene in maniera pulita.

Lo sa bene l’amico Giannicola, che con l’affiliate marketing è riuscito a portare in profitto campagne praticamente di ogni settore, ed è riuscito anche a scalarle, ma con il suo modo di fare pacato non ha mai attaccato (almeno fino ad ora, che io ricordi) nessuno e non ha mai detto sono il migliore, sono il più bravo, sono l’unico.

L’importante, in questo settore come in tutti gli altri, a mio avviso, è dimostrare di saper fare le cose e portare risultati, la gente si accorgerà del tuo lavoro e ti riconoscerà comunque come esperto, anche se non fai show off sui social, anche se non ostenti nulla e se lavori in maniera seria e professionale.

Dicamocela tutta, ognuno può fare quel che crede con il suo brand e con la sua vita, semplicemente il mondo dell’affiliate può essere interpretato in vari modi, ed io lo interpreto così:

  • Lavora
  • Studia
  • Sbaglia
  • Impara
  • Metti in pratica
  • Ottieni Risultati
  • Analizza
  • Cerca di migliorare giorno dopo giorno
  • Differenzia le tue entrate

Tutto il resto sono chiacchiere da bar, o da social.

Buon guadagno online,

Valerio

P.s. se vuoi crescere, di tanto in tanto impara anche a “staccare la spina”, allontanarti dal computer e parlare con la gente, partecipare ad eventi, avviare conversazioni stimolanti, io ad esempio prendo spunto anche in un bar la domenica mattina su ciò che interessa la gente e ciò che può portare risultati 😉

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