SEO e Indicizzazione

Rilasciato Google Penguin 3: Arrivate le prime segnalazioni per link innaturali

Premessa:

Google Penguin è quell’aggiornamento algoritmico di Google che penalizza tutti i siti internet che utilizzano strategie SEO che si potrebbero definire “Border line”.

Per strategie border line si intende l’acquisizione di backlink e le operazioni di link building che prevedono strategie di “keyword stuffing” o “unrelated backlinks”, ovvero molti link in entrata con la parola esatta per la quale ci si vuole posizionare e link provenienti da siti internet con tema completamente diverso.

C’è chi sostiene che Penguin guarda a pagine singole e non all’intero sito internet, quindi non è detto che si perdano posizioni in maniera drastica quando si viene colpiti da google penguin.

Il rilascio del terzo pinguino.

Precisazioni: Quello che colloquialmente viene definito Penguin 3, in realtà è Penguin 6 o 7, sono infatti stati rilasciati diversi aggiornamenti di questo algoritmo. Fino ad oggi Penguin non ha mai inviato segnalazioni tramite Google Webmaster Tools (come fa notare Marco Bove), sempre Marco Bove non riscontra aggiornamenti che fanno pensare ad un nuovo lancio di Penguin, sta di fatto che in molti hanno ricevuto proprio ieri segnalazioni di azioni manuali.

Sono passati solamente dieci mesi da quando Google ha rilasciato l’aggiornamento Penguin ed ha spiegato come sia complicato aggiornare questo algoritmo, eppure la mattina del 15 agosto, mentre in Italia erano tutti in spiaggia o a dormire dopo la notte brava del ferragosto, un Hangout di John Mueller ha lasciato intendere che un aggiornamento algoritmico sarebbe stato rilasciato in poco tempo.

Già dal 15 Agosto dunque, nei siti americani, ci si aspettava questo aggiornamento ed il conseguente arrivo di notifiche tramite Google Webmaster Tools: bene, non si sbagliavano, a moltissimi italiani, il 17 Agosto, sono arrivate email per link innaturali “in entrata” o “in uscita”.

Cosa fare dunque una volta ricevuta la mail di Google sull’azione manuale?

Anzitutto consideriamo che, l’azione manuale, dovrebbe essere intrapresa manualmente da qualcuno che ha evidentemente sottoposto il nostro sito internet a scansione, e, se riceviamo una mail senza conoscere gruppi dove si riuniscono webmaster e SEO, è veramente difficile capire se la penalizzazione ha colpito solo il nostro sito oppure se ha coinvolto parecchi webmaster.

Posso dunque affermare con sicurezza che la penalizzazione e l’azione “manuale” in realtà tanto manuale non è, considerando che, i siti colpiti, sono stati moltissimi: in poche ore, moltissimi SEO hanno ricevuto le notifiche da GWT (Google Webmaster Tools), chi per link in uscita innaturali e chi per link in entrata innaturali.

Qual è la differenza?

I link in uscita innaturali dovrebbero essere una serie di link venduti che sono stati “scovati” da Google e dal suo nuovo aggiornamento. Per uscire dalla penalizzazione possiamo provare ad inserire, come suggerisce google nelle sue email, il rel=“nofollow” e successivamente fare una richiesta di reinclusione / revoca della penalizzazione.

Per i link in ingresso invece il tutto si complica: dovremmo infatti capire quali sono i link “malevoli” o sospetti e chiedere ai proprietari di siti internet, directory, siti di article marketing, di rimuovere questi link.

Ma la penalizzazione ha colpito davvero tutte le persone che hanno ricevuto la segnalazione?

A mio avviso, in realtà, qualche errore e qualche avviso sbagliato è stato inviato. Se non notate cali di traffico sostanziale all’interno del vostro sito internet o perdite di posizioni per determinate keyword, probabilmente il vostro sito non è stato colpito, è comunque cosa buona fare un pò di “pulizia” da link in entrata/uscita prima dell’inizio della nuova stagione lavorativa.

Per finire…

Attenzione, a mio avviso, anche ai link presenti nei commenti, specialmente se gestite siti internet su piattaforma WordPress: questi, se non hanno il rel=“nofollow” potrebbero non essere visti di buon occhio da Google.

Aggiornamento:

Così come dichiarato da Johannes Mehlem, Quality Rater di Google, proprio nelle ore antecedenti le segnalazioni son ostate messe in pratica una serie di misure cautelative/penalizzanti nei confronti di due dei più famosi servizi di content marketing/link building: Teliad e RankSeller, due dei network più utilizzati in Europa.

In pratica Teliad.it non compare più nei risultati di ricerca se si cerca la parola chiava “Teliad”. Sembra che chi sia stato colpito a sua volta da questa penalizzazione ha ricevuto email con un riferimento a programmi per lo scambio di link per denaro o per link di ritorno.

Teliad, a seguire, ha inviato una mail a tutti gli iscritti, dichiarando che:

Al momento il sito Teliad non è reperibile tramite una ricerca su Google. Abbiamo provveduto a controllare il nostro portfolio per capire in che misura ciò incida sui nostri clienti e sulle loro offerte e prenotazioni, registrando che solo l’1& dei nostri clienti ha constatato movimenti significativi in entrambe le direzioni (PageRank o valori concernenti la visibilità)….

Se volete aggiungere qualcosa potete come sempre lasciare il vostro commento qui di seguito, buon lavoro e buon guadagno online,

Valerio

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