SEO e Indicizzazione

SEO: Il Comportamento degli Utenti è Un Fattore di Ranking?

SEO: Il Comportamento degli Utenti è Un Fattore di Ranking? Sapevi che il comportamento degli utenti, all’interno del tuo sito internet, è uno dei fattori di ranking dell’algoritmo di Google? Articolo liberamente tradotto dal blog di Linkassistant.

Il dibattito che c’è da tempo intorno al “behavioural”, ovvero al comportamento degli utenti, come metrica di ranking, è stato preso in considerazione anche dal team di Linkassistant, che ha creato un interessante articolo dal titolo “User behavior and seo“.

Come fa notare il team di Linkassistant le opinioni sono piuttosto controverse, ed il problema sembra essere nato proprio dalle dichiarazioni di Google, che a volte ha confermato, altre volte ha smentito la notizia che il comportamento degli utenti fa parte dei fattori di ranking dell’algoritmo.

Inutile dire che rivelare i fattori di ranking presenti all’interno dell’algoritmo, per Google, potrebbe portare a delle “manipolazioni” da parte dei SEO (basti pensare all’argomento link building ed alla successiva introduzione di Panda – Google Panda Update: Cosa succede nelle SERP – e Penguin – Penalizzazione Google Penguin – che hanno in qualche modo “cambiato il modo di vedere la SEO” influenzando i comportamenti di molte aziende e SEO in tutto il mondo).

Il concetto di fondo è che rivelare cosa valuta l’algoritmo di Google porta inveitabilmente all’utilizzo di queste informazioni per posizionare i siti internet, e di conseguenza, per offrire una buona esperienza all’interno del motore di ricerca, Google ha bisogno di garantire gli utenti ed evitare che risultati manipolati / di bassa qualità possano prendere il sopravvento nelle SERP.

L’assunto generale è che gli utenti sono i migliori giudici nella rilevanza dei contenuti, se selezionano un risultato di ricerca in particolare, probabilmente lo fanno perchè lo ritengono rilevante, o almeno più rilevante delle altre alternative presenti all’interno della SERP/Pagina.

All’interno dell’articolo di Linkassistant vengono dunque evidenziate 3 metriche importanti che possono fare la differenza quando si lavora su una strategia SEO (ricorda di leggere anche “Le basi della SEO“).

E’ importante sapere ad esempio che Google ha affermato che il ranking di un sito internet è influenzato dai click data: se per una data parola chiave l’80% degli utenti clicca sul risultato 2 ed il 10% sul risultato 1, dopo un pò Google penserà che il risultato 2 è migliore del risultato 1.

E’ chiaro dunque che qualsiasi motore di ricerca potrebbe usare le informazioni su “dove cliccano gli utenti” per migliorare la qualità dei risultati di ricerca forniti agli utenti. E’ evidente che il modo in cui gli utenti si interfacciano con un sito internet ha una notevole influenza agli occhi di google, incluso il tempo di permanenza all’interno di un sito internet.

Non tutti sanno che qualche mese fa Rand Sifhkin di Moz ha fatto un esperimento: ha chiesto ai suoi followers di Twitter di cercare “best grilled stick” e cliccare sul primo risultato per poi tornare rapidamente indietro e cliccare sul quarto risultato e rimanere sulla pagina aperta per qualche minuto.

Inutile dire che dopo circa 70 minuti e circa 4 – 500 interazioni, il risultato al quarto posto si è spostato al primo posto, pensi sia una coincidenza? Assolutamente no!

3 Metriche degli utenti che possono fare la differenza!

1 – Click Through Rate (CTR): sono molti i brevetti firmati da Google in cui si parla di collezione di informazioni sul CTR dei risultati di ricerca. Se un risultato di ricerca ha un alto CTR all’interno delle SERP, sicuramente il suo posizionamento migliorerà (se gli utenti poi effettivamente rimarranno sul sito cliccato). Di conseguenza occhio alle meta description presenti in SERP, ai titoli ed alle informazioni visibili sin da subito agli utenti.

A tal proposito è interessante notare anche che il CTR influenza il ranking del tuo sito in tempo reale (così come si è visto dall’esperimento di Rand Fishkin).

2 – Dwell Time (Tempo di permanenza): Come detto sopra, il tempo di permanenza all’interno del tuo sito (dopo il clic sui risultati di ricerca) è un fattore molto importante per Google, che capisce al motore di ricerca di capire se il risultato offerto è di qualità/utile per l’utente oppure no.

3 – Poco Sticking: Contenuti appiccicosi: Google è contento se gli utenti sono contenti. Se gli utenti sono soddisfatti con il primo risultato trovato, per Google è un successo. L’obiettivo di Google è offrire agli utenti la pagina che stava cercando con le informazioni che stavano cercando, Google non vuole che l’utente clicchi sul pulsante “indietro” per riguardare la SERP e cercare alternative!

Ricorda di inserire all’interno del tuo articolo degli approfondimenti ed altri link che possono tornare utili all’utente che ha aperto il sito, ad esempio hai già visitato la sezione dedicata a SEO e Indicizzazione?

E tu cosa ne pensi? Dì la tua in un commento, oppure condividi l’articolo sui social e metti mi piace!

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