SEO e Indicizzazione

SEO e Indicizzazione: Oltre il Not Provided di Google?

Senza ombra di dubbio, le recenti modifiche di google hanno reso i report delle performance meno accurate. I professionisti della SEO e del Web Marketing hanno meno dati da utilizzare per misurare i risultati del lavoro di posizionamento di un sito internet all’interno dei motori di ricerca.

Tuttavia queste modifiche non sono una vera e propria sorpresa: già da tempo la community SEO di tutto il mondo parlava di modifiche che sarebbero arrivate. Google non è l’unica compagnia del web che ha reso più sicure le ricerche: browsers come Internet Explorer 10, Firefox 14 (e successive versioni), safari Mobile hanno tutti inserito una funzionalità che permette di “navigare in incognito” e mascherare quindi i dati sulle parole chiave utilizzate nella ricerca.

Fortunatamente, molti professionisti SEO ed organizzazioni si sono preparati per questa eventualità. Prima di tutto strutturando un piano dove sono inseriti i dati storici del sito e le correlazioni che ogni parola ha all’interno del sito.

La buona notizia è che, mentre Panda e Penguin, aggiornamenti all’algoritmo di Google, hanno influenzato l’approccio all’ottimizzazione, l’introduzione del “Not Provided” non ha influenzato le SERP.

Sviluppando contenuti nei quali mettiamo al centro gli utenti, contenuti che siano utili ed informativi, e pubblicando nel web le best practices (ovvero le migliori tecniche), potremo sicuramente vedere risultati positivi.

Bisogna attuare un nuovo approccio alla SEO, alle Performance ed al reporting dei risultati, bisogna cambiare le metriche, i Key Performance Indicator.

Conoscere il contesto: Già dalla fine del 2011 si è cominciato a intravedere qualche problema di “Not Provided” o “Keyword unavailable”, google ha cominciato a redirezionare un numero sempre crescente di utenti verso pagine sicure per le loro attività (https://www.google.com).

Il risultato finale è stato che tutte le ricerche effettuate dagli utenti e che prima potevamo vedere tramite google analytics oggi non possiamo vederle più.

Come si attivano i risultati “not provided” lato utente?

Per un utente è semplicissimo “nascondere” ai proprietari dei siti internet le proprie ricerche: i risultati not provided sono tutti i risultati degli utenti che effettuano ricerche dopo aver effettuato l’accesso su google (con gmail, con youtube, con google+, …): basta effettuare l’accesso per nascondere, ai proprietari dei siti, le parole chiave utilizzate nella ricerca.

Oggi tantissimi siti internet, quando accedono alle proprie statistiche, vedono che i “not provided”, sono circa il 60 – 80% del traffico totale verso un sito internet.

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Cosa significa realmente la perdita di questi dati?

In breve, la perdita di questi dati significa:

  • Modificare il modo in cui misuriamo le performance SEO dei siti internet ed i lavori di ottimizzazione;
  • Che il traffico organico da google non può essere tracciato a livello di parole chiave tramite google analytics;
  • Che possiamo comunque estrapolare un numero limitato di parole chiave tramite Google Webmaster Tools;
  • Non abbiamo più la possibilità di vedere i dati di traffico su parole “long tail”, “Gruppo di parole chiave” e “brand”;
  • Si è avuta una perdita di visibilità delle nuove parole chiave che stanno emergendo nel nostro sito e sulle quali creare nuove opportunità / contenuti;
  • Abbiamo bisogno di utilizzare metriche differenti per capire le performance SEO;
  • Dobbiamo aumentare il numero di parole da cercare per il posizionamento e valutarle con le URL che perforammo meglio all’interno del nostro sito.

Come misurare allo il successo e le performance delle operazioni SEO?

I professionisti SEO utilizzano una combinazione di: ranking, traffico, conversioni come metriche e KPI per misurare i risultati del lavoro che si sta svolgendo. Le metriche disponibili ancora oggi sono:

  • Una panoramica del traffico che proviene dai motori di ricerca;
  • Il numero totale di conversioni da traffico organico o da URL;
  • I termini critici di ricerca;
  • Alcune parole chiave che stanno portando traffico al nostro sito.

E’ importante oggi misurare quali sono le pagine che portano più traffico (che ricevono più traffico) dalla ricerca organica all’interno del sito e cercare di capire quali sono le parole chiave correlate a queste pagine.

Utilizzare Google WebMaster tools per capire quali sono le variazioni a livello di clic / impressions per le parole chiave, tenendo a mente che questi dati non sono precisi al 100% e sono disponibili per una piccola percentuale di parole chiave.

Articolo tradotto e tratto da “Search Engine Watch: Google keyword not provided, how to move forward?

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Buon lavoro e buon posizionamento,

Valerio

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