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Tassazione Network Marketing: Cosa Sapere?

Tassazione Network Marketing: Cosa Sapere? In questo articolo trovi tutte le informazioni sulla tassazione dei ricavi provenienti dal network marketing, è davvero una tassazione agevolata quella del multilevel marketing?

Torniamo dopo tempo a parlare ancora di network marketing, e così, dopo l’articolo dedicato al Multilevel Marketing in Italiaoggi approfondiamo l’argomento parlando della tassazione dei guadagni provenienti dal network marketing.

Brevemente, per chi se lo stesse chiedendo, con il termine network marketing si intende un sistema di distribuzione di prodotti o servizi tramite una rete di venditori che può a sua volta creare una rete vendite senza investire grossi capitali.

Il network marketing, nato in America, si basa sulla distribuzione di prodotti o servizi da parte di un consumatore che consiglia un determinato prodotto ad amici e/o conoscenti/persone con le quali viene in contatto.

L’azienda a sua volta riconosce dei benefici economici al consumatore sia per le vendite procacciate in proprio, sia per le vendite procacciate dai propri amici/conoscenti/contatti (in pratica per le persone introdotte nella struttura dal consumatore iniziale).

Queste commissioni vengono riconosciute “a più livelli” (Io presento te, tu presenti Giovanni, Giovanni presenta Andrea, …): ecco perchè il nome multi level.

Bisogna distinguere il multilevel marketing da schemi piramidali illegali e/o catene di Sant’Antonio: queste infatti non si occupano della distribuzione di un prodotto/servizio, ma sono delle truffe che hanno come unico fine l’inserimento di nuovi distributori che devono pagare alte fee di iscrizione.

In Italia il Network Marketing è regolamentato dalla Legge 174 del 17 Agosto 2005 (Disciplina della vendita diretta a domicilio e tutela del consumatore dalle forme di vendita piramidali).

Come vengono tassati i guadagni provenienti da attività di Network Marketing?

Secondo alcuni esperti commercialisti, fino a 5.000,00 € (cinquemila euro) di incasso nell’arco di un anno solare, l’attività di network marketing può essere considerata “occasionale” e non necessità di alcuna formalità: i redditi vengono tassati attraverso una ritenuta del 23% alla fonte calcolata su un imponibile del 78%.

I redditi percepiti da attività di network marketing, dunque, non fanno cumulo con altre entrate del contribuente.

Superati i 5.000,00 € netti per anno solare, l’attività comporta l’obbligo di apertura della Partita IVA ed emissione di fatture di provvigioni (oltre al versamento dell’IVA nei regimi ordinari) e l’iscrizione alla gestione separata INPS.

E’ interessante sapere però che anche oltre la soglia dei cinquemila euro annui il contribuente non sarà soggetto all’obbligo di dichiarazione dei redditi e dovrà presentare dichiarazione IVA in forma autonoma, applicando comunque una ritenuta del 18%.

In pratica come funziona?

L’attività di network marketing in Italia è soggetta ad una trattenuta definitiva alla fonte: in pratica l’azienda, quando eroga le provvigioni, trattiene l’importo destinato all’erario. Di conseguenza i compensi che vengono riconosciuti alla persona che opera nel mondo del network marketing sono liberi da qualsiasi impegno verso il fisco.

La ritenuta è del 17.94% (per comodità diciamo 18%), ed essendo trattenuta alla fonte non sussiste l’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi.

Altra informazione molto importante, per chi vuole cominciare a svolgere l’attività di network marketing, è che i guadagni percepiti dal network marketing non fanno cumulo con altri redditi.

L’attività di incaricato alle vendite (per chi opera nel network marketing) non è soggetta né agli studi di settore né all’iscrizione all’IRAP o alla camera di commercio: l’unico obbligo in pratica riguarda l’IRAP.

Buon guadagno con il network marketing,

Valerio

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11 Comments

  1. Complimenti!! Una spiegazione DOC! Vivo in Germania e faccio ML Marketing in Germania …..Devo dire che questa spiegazione La trovo molto sodisfacente.Attingero da qui …..gratis!

  2. Salve, complimenti in primis per l’articolo.
    Volevo porre una domanda, in caso di P.IVA con regime dei minimi (con 2 codici attività di cui uno: “Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari” ) come funziona la tassazione?
    Avendo comunque un’attività di consulenza web già avviata vorrei capire come questi guadagni andrebbero a integrarsi nel normale ciclo di fatturazione / tassazione che questo regime comporta.

  3. Ciao Valerio, una domanda : la regione mi ha cancellato lo status di disoccupazione perchè al CPI (centro provinciale per impiego) alla domanda “ma lei lavora?” ho risposto che percepisco occasionalmente le provvigioni dal Network Marketing, , loro come spesso succede (((, non sapevano e nemmeno tentavano di capire come inquadrare meglio tale attività ed è stata dichiarata come attività autonoma a tempo indeterminato, la cosa buffa che al momento della dichiarazione mi hanno iscritta come disoccupata e poi (dopo qualche mese) con il DL 150/2015 mi hanno tolto lo status perchè indipendentemente dal reddito risulto lavoratrice. Allora mi chiedo come funziona l’inquadramento in questo senso? se posso tranquillamente autodichiararmi senza occupazione? se fanno qualche verifica, riescono a vedere le poche proviggioni (circa 1000 euro l’anno) e rendere l’autocertificazione falsa?.
    Ringrazio dell’attenzione e di un eventuale risposta.

  4. Salve , ma se si ricevono guadagni con bonifico bancario Europeo oppure Internazionale per i 2 casi seguenti dove NON viene fatta trattenuta alla fonte , come si procede ?
    A seconda dei siti web che offrono possibilità di guadagno con le 2 tipologie seguenti:

    1 – Acquisto spazi pubblicitari che poi rendono nel tempo un ritorno economico .

    2 – Investimento su siti che operano nei vari prodotti finanziari ( Azioni di borse , Materie prime, Forex, Pubbblicità web)

    In questi casi non essendoci nessuna trattenuta alla fonte cosa fare?

  5. Ciao!
    avrei una domanda da fare… ma superando i 5000€ si puo’ procedere solo aprendo una p.iva, ok. ma se la partita iva si possiede già, magari con un’attività commerciale (negozio, bar…) si può usare questa?e se si puo’ come risulta poi il guadagno del network per l’attività?

  6. Ciao
    vorrei sapere se questo tipo di reddito, superati i famosi 2840,51, mi permette di essere sempre a carico di mio marito
    oppure no? se la risposta è affermativa posso far dedurre a lui la quota inps a mio carico?
    Grazie

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