Interviste

Web in Testa: La Collana di libri dedicati a chi (vuole) lavora(re) online?

Un interessante scambio di battute con Enrico Flaccovio che ci racconta l’idea imprenditoriale della collana “Web in Testa”, come recluta i suoi autori di questi libri che stanno generando moltissimo engagement sui social network e tutte le persone che hanno “fame di sapere” come funziona il mondo della comunicazione digitale.

Già da qualche mese, noto con piacere che un mio conterraneo, Enrico Flaccovio, ha lanciato una collana di libri (disponibili anche in formato eBook ma principalmente in formato cartaceo) che sta spopolando sul web.

Proprio così, è una collana a mio avviso “pensata” per essere sfogliata con libri cartacei, ognuno con un colore sgargiante e differente (o quasi, ho già visto il rosso di “Interceptor Marketing” anche su “Scopri Google Plus e conquista il web”), tutti facenti parte della serie Web Book e del sito “Web in Testa”, ho il piacere dunque di ospitare su Monetizzando Enrico, che si è prontamente reso disponibile per rispondere a qualche domanda su questa collana…

Cominciamo proprio dal nome, o meglio dal logo, che si rende “originale” per un cappello “nero” alla fine del logo: Enrico, il cappello nero, in inglese “Black Hat”, è un cappello che indossano i SEO che operano con tecniche border line per posizionare i siti internet, è voluta la scelta di questo cappello? Qual è il suo significato?

Il mio principale bersaglio non erano gli esperti di SEO ma volevo colpire chiunque avesse fame si sapere. Il cappello nasce da una lunga ricerca tra i miei adorati dizionari di simboli (lo Chevalier primo tra tutti, edito da BUR). Cercavo qualcosa che sapesse di magico e rivoluzionario, distintivo, elegante. Un archetipo indipendentemente forte e nulla di autocelebrativo.

Tra le ricerche ho scoperto che Jung identifica l’atto dell’indossare il cappello come cambiamento di idee. Pensai subito a Topolino che indossa il cappello del mago, in Fantasia. Ho indagato in modo capillare e mi sono innamorato di questo simbolo.

Quella notte non ho quasi dormito. Il giorno dopo, a cena tra un piatto e l’altro, io e Alessia Vinci (grafica/impaginatrice della collana, nonché mia compagna di vita) lo abbiamo disegnato. Quando vedo quel cappello vedo Chaplin che sorride o Jake (The Blues Brothers) che vede la luce e farfuglia “La banda! La banda!”. Lo vedo con un simbolo positivo.

Il 2013, se non sbaglio, è stato un anno “triste” per i palermitani che amano la lettura, è stato infatti l’anno della chiusura della libreria Flaccovio nel cuore della città, in Via Ruggero Settimo. Poi quest’anno arriva questa collana che sta “rivoluzionando il web” e formando le persone all’utilizzo corretto del web, da dove nasce l’idea?

Le librerie Flaccovio fallite non fanno parte della Dario Flaccovio Editore. L’idea della collana nasce in seguito al crollo dell’Edilizia del 2010. Il 90% del nostro fatturato era dato dal cosiddetto Tecnico (Ingegneria, Energia, Geologia, etc).

Tra il 2012 e il 2013, mentre la crisi lievitava, ho approfondito flora e fauna del Web italiano. Nel frattempo studiavo anche per me stesso, per crescere digitalmente. Nel 2014 ho capito cosa fare e ho agito. Sto lavorando anche su una collana per biologi nutrizionisti, il primo titolo uscirà a febbraio.

Cerco di mantenermi nel professionale ma open, ovvero creo libri tecnici adatti sia agli addetti ai lavori sia a persone comuni e colpisco mercati editoriali monopolizzati. Un editore indipendente non deve essere necessariamente colto. Deve essere lungimirante e sensibile. E io di certo non sono colto.

Il recruiting degli autori di questi libri (Riccardo Scandellari, Rudy Bandiera, Salvatore Russo, Jacopo Matteuzzi, Alessio Beltrami, Jacopo Matteuzzi, Riccardo Mares, Benedetto Motisi, …), tutti nomi che fanno parte della mia cerchia di amici e conoscenze sui social, come è avvenuto?

Il mio strumento di recruiting è Facebook. Di un professionista, LinkedIn mi racconta la storia, Twitter l’indole, Google Plus i siti in cui scrive. Ma Facebook è la piazza, il forum. Mi sento un po’ uno sbirro in dogana.

Mi concedo pochissimi secondi per capire se una persona può passare. Se perdo troppo tempo, vuol dire che non va bene. Se devo perquisire, è bocciatura assicurata. Cerco trasparenza, chiarezza e umiltà. Mi interessa sapere cos’ha in testa e nel cuore, cos’ha da dare.

Analizzo il comportamento sociale, chi frequenta, leggo i commenti, come commenta, e sfoglio velocemente il blog, se ce l’ha. Se vengo folgorato, bene.

Valuto non il loro tasso di influenza ma di sensibilità. Konrad Lorenz sosteneva che l’intelligenza di un animale si misura in base alla sua sensibilità. E per me l’uomo è un animale spesso molto stupido seppur coltissimo, laureato e plurimedagliato.

Secondo te cosa rende questi libri così virali? E’ un mix di fattori o c’è qualcosa che influisce particolarmente? Sicuramente gli autori hanno tutti un gran seguito sui social o sui loro siti, ma ciò che più secondo me “stupisce” è che tutte queste persone, che lavorano quotidianamente con il web e la tecnologia, amano leggere i libri “classici”, tu cosa ne pensi?

Non penso che virali sia la definizione corretta. Sono libri diversi, informali, giovani, colorati, umani ma non virali. Il mio obiettivo non è essere il primo editore, il numero 1, e non voglio che i miei libri siano best seller né ambisco all’adozione universitaria. L’importante è che il libro finisca nelle mani giuste. Quali? Le PMI, i liberi professionisti.

Gran parte del mercato editoriale del Web Marketing attualmente si regge sulla formazione di giovani. Vendere un Web Book a una PMI corrisponde a vendere un “non Web Book” a trenta studenti.

Il mio grado di fidelizzazione è nettamente superiore, l’engagement molto più qualificato. Le adozioni stanno comunque avvenendo naturalmente (senza politica né marchette come spesso avviene) ma, ripeto, lo studente non è il target che mi interessa. Per rispondere all’ultima domanda, non credo che a tutti i protagonisti del Web piaccia leggere i libri “classici”.

Mi sembrano onnivori, tutte mentalità apertissime.

Potresti dare qualche dato sulle vendite di questi libri? Quali sono i progetti futuri? Quanti libri prevede la collana?

Insisto, perdonami. Come nel sesso, non sono i numeri che contano ma l’intensità. È una legge che vale anche per il Web, no? Puoi avere 50k accessi al giorno.

Ma di chi? Ma leggono? O prendono due appunti e arrivederci lasciandoti con un bounce imbarazzante? Oppure hai 100k liker su Facebook ma l’1% di impression e 20 interazioni per post. Meglio avere pochi likers ma centinaia interazioni, no? La mia è un’industria nuova, che punta al calore e al colore.

Progetti? Si sta diramando nell’orizzonte una fitta rete di eventi formativi, come un branco di cavalli selvaggi. Devo solo sedarli, imbrigliarli, sellarli e dargli un nome. Poi sai che webintesta.it è un e-commerce ma è anche un blog.

Ecco, il blog ancora non è partito come dovrebbe, è in fase di eruzione. Sto lavorando al calendario editoriale e, considerando che nel 2015 pubblicherò circa una ventina di titoli, nel 2016 il livello di reputazione del blog sarà altissimo. Non mi interessa fare la fine del re del “Piccolo Principe”.

Non ricordo il suo nome né quello del capitolo (e questo la dice lunga) ma ricordo che il re per voler possedere e comandare le stelle, si ritrovò da solo su un trono. Non so se s’è capito che a me dei grandi incassi interessa poco. Ho mire più sociali che economiche.

Esiste qualche fornula “3 x 2” o “collana completa”, magari un codice sconto da fornire ai lettori di Monetizzando.com?

Urca! M’hai incastrato!!! Soprattutto dopo quello che ho appena finito di dire… Dai! Apro un codice coupon con uno sconto speciale. Anche qui non dico il numero. Suspance. Puoi dire ai tuoi lettori di scrivere monetizzando nel campo coupon del carrello di webintesta.it per ottenere uno sconto speciale. Grazie per la chiacchierata!

Grazie mille per la disponibilità, ci vediamo magari a Palermo per una chiacchierata ed un caffè, ancora mi sa che non hai pensato ad un libro sulla “Monetizzazione e le affiliazioni”,

Valerio

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